Il presidio
Le Terme dicono no alla Città del Natale comitato infuriato
di David Meccoli
La società accoglie l’offerta economica di un altro candidato «Potremmo sollevare la questione in sedi giudiziarie»
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MONTECATINI. Le Terme bocciano la proposta natalizia del gruppo romano sostenuto da tutte le categorie economiche e queste si ribellano e minacciano di portare la vicenda in tribunale. Non solo: la “Città del Natale”, come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni, non esisterà più e si andrà a un tutti contro tutti senza un’immagine unica da promuovere all’esterno. È, in altre parole, il caos più assoluto attorno a uno dei marchi che maggiormente aveva contraddistinto il territorio e aveva risollevato le sorti turistiche in mesi altrimenti di bassa stagione.
Tutto ha avuto origine con la richiesta di manifestazione d’interesse pubblicata dalle Terme nel marzo scorso, nella quale si cercavano soggetti interessati a prendere in affitto Tamerici (20.000 euro più Iva e consumi), Tettuccio (35.000) e Regina (10.000) per il periodo 1° novembre 2017-20 gennaio 2018. Il bando è scaduto il 20 aprile e le buste sono state aperte in questi giorni. Due le offerte presentate (limitate ai primi due stabilimenti): una da parte dei gestori del Castello di Lunghezza di Roma; l’altra, probabilmente (ma dalla società di viale Verdi non è ancora filtrata l’ufficialità), dal gruppo che già da qualche anno ha avuto in gestione gli stabilimenti termali (quelli della “Casa di Babbo Natale”, per intendersi). Ieri, ai primi è arrivata la lettera delle Terme che ne decretava l’esclusione.
«In qualità di espressione delle associazioni – scrive il comitato Città del Natale – abbiamo appreso che il bando delle Terme ha avuto un vincitore. Non sappiamo chi sia, ma sicuramente il progetto proposto dalla società Vesta Robur di Roma, che avevamo condiviso e approvato e con il quale avevamo ipotizzato di rilanciare la manifestazione e tutte le attrazioni, è stato scartato. Le Terme hanno preferito una società che ha offerto una cifra superiore al minimo richiesto, senza minimamente considerare il parere unanime di tutte le associazioni economiche cittadine, sentendoci dunque esautorati da ogni decisione che coinvolga l’economia della città».
«Siamo delusi e amareggiati – prosegue la nota – e salvo l’opportunità, che stiamo verificando, di sollevare la questione in sedi giudiziarie per tutelare le imprese nostre associate, riteniamo del tutto chiusa l’esperienza “Montecatini Città del Natale”, un grande e forte progetto che avrebbe potuto distinguerci dalle innumerevoli case, villaggi, o altri centinaia di sinonimi che affollano le località italiane. La nostra idea era quella di unire e coagulare gli sforzi di tutti gli imprenditori cittadini, condividendo un progetto collettivo di una città intera, che si trasformasse in un luogo magico e incantato dove far affluire per due mesi decine di migliaia di persone e famiglie con lo scopo di sollevare le sorti economiche di centinaia di attività turistiche e commerciali. Anche le Terme erano partner di questo progetto con gli ingressi in piscina termale per i più piccoli».
«Con risorse proprie – conclude il comitato Città del Natale – avevamo già iniziato a lavorare a una grande campagna promozionale e a una strategia di comunicazione di tutta la città, con ricadute positive per tutti. Campagna che gli scorsi anni aveva evidenziato dei limiti perché il comitato era stato incaricato con ritardo per la gestione dell’evento. Il risveglio è stato brusco, la secchiata di acqua gelata ci ha tramortiti: non ci resta che augurare alle Terme che con i soldi che hanno incassato in più possano risolvere i loro problemi finanziari, e al vincitore un grande successo».
Tutto ha avuto origine con la richiesta di manifestazione d’interesse pubblicata dalle Terme nel marzo scorso, nella quale si cercavano soggetti interessati a prendere in affitto Tamerici (20.000 euro più Iva e consumi), Tettuccio (35.000) e Regina (10.000) per il periodo 1° novembre 2017-20 gennaio 2018. Il bando è scaduto il 20 aprile e le buste sono state aperte in questi giorni. Due le offerte presentate (limitate ai primi due stabilimenti): una da parte dei gestori del Castello di Lunghezza di Roma; l’altra, probabilmente (ma dalla società di viale Verdi non è ancora filtrata l’ufficialità), dal gruppo che già da qualche anno ha avuto in gestione gli stabilimenti termali (quelli della “Casa di Babbo Natale”, per intendersi). Ieri, ai primi è arrivata la lettera delle Terme che ne decretava l’esclusione.
«In qualità di espressione delle associazioni – scrive il comitato Città del Natale – abbiamo appreso che il bando delle Terme ha avuto un vincitore. Non sappiamo chi sia, ma sicuramente il progetto proposto dalla società Vesta Robur di Roma, che avevamo condiviso e approvato e con il quale avevamo ipotizzato di rilanciare la manifestazione e tutte le attrazioni, è stato scartato. Le Terme hanno preferito una società che ha offerto una cifra superiore al minimo richiesto, senza minimamente considerare il parere unanime di tutte le associazioni economiche cittadine, sentendoci dunque esautorati da ogni decisione che coinvolga l’economia della città».
«Siamo delusi e amareggiati – prosegue la nota – e salvo l’opportunità, che stiamo verificando, di sollevare la questione in sedi giudiziarie per tutelare le imprese nostre associate, riteniamo del tutto chiusa l’esperienza “Montecatini Città del Natale”, un grande e forte progetto che avrebbe potuto distinguerci dalle innumerevoli case, villaggi, o altri centinaia di sinonimi che affollano le località italiane. La nostra idea era quella di unire e coagulare gli sforzi di tutti gli imprenditori cittadini, condividendo un progetto collettivo di una città intera, che si trasformasse in un luogo magico e incantato dove far affluire per due mesi decine di migliaia di persone e famiglie con lo scopo di sollevare le sorti economiche di centinaia di attività turistiche e commerciali. Anche le Terme erano partner di questo progetto con gli ingressi in piscina termale per i più piccoli».
«Con risorse proprie – conclude il comitato Città del Natale – avevamo già iniziato a lavorare a una grande campagna promozionale e a una strategia di comunicazione di tutta la città, con ricadute positive per tutti. Campagna che gli scorsi anni aveva evidenziato dei limiti perché il comitato era stato incaricato con ritardo per la gestione dell’evento. Il risveglio è stato brusco, la secchiata di acqua gelata ci ha tramortiti: non ci resta che augurare alle Terme che con i soldi che hanno incassato in più possano risolvere i loro problemi finanziari, e al vincitore un grande successo».
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