Lesioni volontarie la condanna per Levacovich
BUGGIANO. La condanna per tentato omicidio di Vittorio Levacovich, detto Dante - il capostipite della famiglia Rom proprietaria a Pittini di un ranch con pista di cavalli posto sotto sequestro...
1 MINUTI DI LETTURA
BUGGIANO. La condanna per tentato omicidio di Vittorio Levacovich, detto Dante - il capostipite della famiglia Rom proprietaria a Pittini di un ranch con pista di cavalli posto sotto sequestro giovedì dalla Guardia di Finanza - avvenne solo nel processo di primo grado; in appello infatti il reato venne derubricato in lesioni volontarie e di conseguenza la condanna è stata molto meno pesante. La precisazione arriva dal legale di Levacovich, l’avvocato Claudio Casciani, all’indomani degli articoli sui giornali che hanno riferito invece solo l’esito del processo di primo grado.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google