Il Tirreno

Montecatini

Renzo Arbore protagonista al grande raduno dei goliardi

di Martina Trivigno
Renzo Arbore protagonista al grande raduno dei goliardi

A Montecatini la tre giorni europea all’insegna delle battute e degli scherzi. Sabato 6 aprile raduno in piazza

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MONTECATINI. I goliardi arrivano a Montecatini da tutta Europa e la beffa è servita. Battute salaci, canti corali e tanto, tanto divertimento. La prima consulta della goliardia europea, una tre giorni iniziata venerdì 5 maggio e che vedrà la sua conclusione domenica 7, è stata organizzata nella città termale dalla Sacra congregatio fontis, l’Ordine goliardico della Valdinievole.

A fare gli onori di casa, nel Salone Regina delle Terme Tettuccio – riempito, per l’occasione, da simpatici personaggi con lunghi mantelli e cappelli sgargianti – il sindaco Giuseppe Bellandi e gli assessori Alessandra De Paola e Bruno Ialuna. «Questo avvenimento – ha esordito il primo cittadino – ha innanzitutto un valore culturale. La goliardia è la voglia di prendersi un po’ in giro, di rendersi umani e non infallibili».
E così, nel perfetto clima goliardico, anche Bellandi ha sfilato la fascia tricolore prima di raggiungere il suo posto tra il pubblico. Attesissimo l’intervento dell’ospite d’onore della manifestazione, Renzo Arbore, famoso showman che tanto ha dato alla televisione italiana. «Io faccio parte – ha detto – del movimento combattenti e reduci della vecchia goliardia. Farei un applauso, quindi, ai goliardi defunti e non a noi sopravvissuti». Arbore ha poi spiegato, interrotto, di quando in quando, da intermezzi musicali, cosa sia la goliardia.

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«Potrebbe sembrare – ha affermato – ormai morta e sepolta; in realtà vive in ognuno di noi. Non bisogna scambiarla, però, con la volgarità. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che è lo spirito che anima le comunità studentesche. I giovani che si formano sui testi universitari, forti della loro cultura, accostano l’alto ed il basso. E da lì nasce l’umorismo».
Molto apprezzato, nell’ilarità generale, il racconto del livornese professor Pier Francesco Ferrucci. Che ha narrato come, nel 1984, con il suo gruppo di amici dell’epoca, riuscì a beffare la critica d’arte italiana ed internazionale con lo scherzo delle false teste poi erroneamente attribuite ad Amedeo Modigliani. «Volevamo finire sul giornale – ha spiegato – come i burloni del giorno. Ed invece, per festeggiare questo “straordinario”, ma fittizio, ritrovamento, a Livorno venne perfino l’allora presidente del consiglio, Giovanni Spadolini» .

Le goliardate proseguiranno a Montecatini sabato 6 maggio, alle 9,30, con gli interventi dei professori Maria Teresa Guerrini e Massimo Ruffilli. A seguire il dantista Marino Balducci che tratterà dello “Spirito goliardico nel poema di Dante Alighieri” . Sarà poi la volta del professor Carlo Pedretti e di Sara Taglialagamba, che parleranno degli scherzi goliardici del Genio di Vinci e, a seguire, Roberto Pinochi e Francesco Alagna Pitarro. La sera, alle 19, raduno in piazza del Popolo con abbigliamento goliardico. Nella giornata conclusiva, domenica, redazione di una “Magna Carta” e concerto finale. E...Gaudeamus igitur!

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