Il Tirreno

Montecatini

La cavalla Ieri Roby salvata dal macello grazie alle “Iene” 

Martina Trivigno
Un’immagine della cavalla Ieri Roby tratta dalla trasmissione messa in onda dalle “Iene”
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Un’immagine della cavalla Ieri Roby tratta dalla trasmissione messa in onda dalle “Iene”

La segnalazione alla trasmissione televisiva ripropone il tema del destino dei quadrupedi dopo le corse

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MONTECATINI. Gli occhi della cavalla Ieri Roby, 12 anni, di Montecatini, devono averne viste davvero troppe di cose sbagliate nel corso di questi ultimi mesi. Adesso, però, è al sicuro e presto la sua vita riprenderà un corso naturale. Ma la sua storia, raccontata in prima serata, martedì, dalla trasmissione televisiva di Italia Uno, “Le Iene”, getta inevitabilmente un’ombra sul triste destino che forse, troppo spesso, tocca ai cavalli una volta fuori dal circuito delle corse.
«Il lungo viaggio di Ieri Roby – spiega l’inviato Luigi Pelazza – inizia a Montecatini quando la proprietaria Federica, nell’ottobre scorso, capisce di non potersene più occupare». La giovane donna decide quindi di regalare la cavalla, di sua proprietà, a un agriturismo di Pisa. Ma Ieri Roby, in quell’agriturismo, non ci arriverà mai. Federica è tranquilla perché la cavalla è non Dpa (non destinata alla produzione alimentare): in sostanza non può essere macellata. Ma quando riceve una raccomandata da parte di un macellaio di Palermo, che le chiede il certificato di proprietà della sua cavalla, capisce che è in pericolo di vita e contatta Le Iene. «Come è possibile – chiede Pelazza– che una cavalla non macellabile sia stata data prima a delle persone di Palermo e poi addirittura sia finita in un macello, senza che la proprietaria ne sapesse niente? » . E questa stessa domanda l’abbiamo posta a Sonny Richichi, presidente di Ihp (Italian horse protection), che è stato uno dei protagonisti del servizio andato in onda su Italia Uno. Nel corso della sua lunga esperienza, infatti, di casi simili ne ha visti parecchi. Con la sua associazione, che si occupa del salvataggio e del recupero di equini maltratti – ospitati poi in un centro di recupero a Montaione – si è attivato in prima persona per trovare un’adeguata sistemazione anche a Ieri Roby. «Stiamo facendo una selezione di strutture – spiega – in cui la cavalla, con il benestare della proprietaria, potrà vivere il resto dei suoi giorni. Possibilmente ad un passo da casa sua».

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Ciò che Richichi spiega, nel corso della nostra intervista, è che la storia di Ieri Roby, purtroppo, non è un caso isolato. Anzi. «Questa – afferma – è una delle modalità con cui si fanno sparire, ogni anno, migliaia di cavalli che non servono più. Succede per colpa di una normativa sull’anagrafe inconsistente, di controlli inadeguati, di collusioni e di interessi commerciali da parte di molti addetti ai lavori. Da tempo chiediamo una profonda revisione dell’anagrafe equina, nuove norme per una tracciabilità trasparente e controlli ancora più orientati alla tutela degli animali, oltre che uno stop alla macellazione dei cavalli. Ma quello che più di tutto deve cambiare, ed in fretta anche, è la cultura della maggior parte dei proprietari di cavalli, che vedono nel loro uso la sola ragione per averli».
«Finché questa mentalità non cambierà – conclude Richichi – ogni anno continueranno a esserci migliaia di equini dismessi che nessuno potrà accogliere. La loro macellazione, quindi, è una comoda valvola di uscita per tanti» .

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