Il Tirreno

Montecatini

Goliardi di tutta Europa a Montecatini  

David Meccoli
La conferenza stampa di presentazione della tre giorni dedicata ai goliardi (foto Nucci)
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La conferenza stampa di presentazione della tre giorni dedicata ai goliardi (foto Nucci)

Terme Tettuccio, da venerdì a domenica spazio a “feluche, patacche e battutacce”. Padrino d’eccezione Renzo Arbore

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MONTECATINI. Goliardi di tutta Europa unitevi (e venite a Montecatini). I “gaudenti” di tutto il continente (e ne arriveranno da Germania, Austria, Spagna, Portogallo e molti altri Paesi, oltre che da tutta Italia) sono infatti chiamati a raccolta per celebrare la prima consulta della goliardia europea.

Da venerdì5  a domenica 7 maggio sfileranno “feluche, patacche e battutacce” per un appuntamento che vedrà, quale “padrino”, Renzo Arbore, da sempre legato al mondo degli scherzi goliardici e dell’università. Durante la tre giorni (alla quale parteciperà anche Pier Francesco Ferrucci, nel 1984 uno degli ideatori della famosa burla delle false teste di Modigliani a Livorno) sono in programma alle Terme Tettuccio e nella sala Regina conferenze (sullo spirito goliardico di Leonardo o nella Divina Commedia), concerti (a opera della Polifonica Vitaliano Lenguazza, attiva fin dal 1959 con le sue pentole, tegami, seghe e martelli), cinema ( “Amici miei”: e cos’altro sennò? ) e redazione finale di una Magna Charta della goliardia. In particolare, alle 19 di sabato, è previsto un raduno in piazza del Popolo (tutti in rigoroso abbigliamento goliardico), per una sfilata che porterà i partecipanti fino al Tettuccio, dove si terrà poi una cena di gala.

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A organizzare l’evento è la locale “Sacra Congregatio Fontis” (o “Sovrano ordine goliardico de la Valdinievole”), associazione studentesca nata nel 1963 ( “Prima di noi c’era un altro gruppo meno ruspante, con Lionello Mei, Beppe Pierozzi e Antonio Meucci, ma poi si sono sposati ed è finito tutto», raccontano i goliardi) e della quale ha fatto (e ne fa tuttora) parte anche il sindaco, Giuseppe Bellandi, che ricorda di aver pagato da “matricola” due pacchetti di sigarette e un paio di mutande. Con lui altri nomi conosciutissimi del nostro territorio: Renato Disperati (la “Vecchia”), Pierangiolo Mazzei (per anni preside dell’istituto alberghiero e co-fondatore del gruppo), Roberto Pinochi (appassionato di storia locale), e poi Ettore Vezzosi, Carlo Corti (con Sauro Silvestri estensore e curatore di un volume sulla goliardia, tutto realizzato a mano su pergamena e copertina in pelle), Paolo Vincenti e tanti altri. Tutti in attesa anche di nominare un nuovo “Gran maestro” (o “Gran tubo”) del Sovrano ordine: “Ma ormai lo faremo dopo il convegno”, dicono.

A fare un sunto della storia della goliardia italiana e locale è il “preside” Mazzei: «Fino agli anni’60 le università erano caratterizzate da forme associative goliardiche, comunità giovanili e sbeffeggianti delle regole tradizionali, seppure senza mai scadere nell’offesa. Un atteggiamento gioioso e signorile che negli atenei (così come nella società in generale) è poi via via cambiato. Noi eravamo umili, ma volevamo rompere gli schemi tradizionali di classe, mentre poi arrivarono i figli di papà che si misero l’eskimo e si mascherarono da poveri. La goliardia, così – prosegue Mazzei – è stata per anni messa da parte, ma noi abbiamo continuato a vederci al chiuso di un ristorante e siamo invecchiati con i nostri canti». «E che la voglia di scherzare e di prendersi in giro sia compresa anche dalla nostra città: chi si crede una persona di buon senso è colui che poi non combina niente nella vita», conclude il sindaco. E ora: “Gaudeamus igitur! ”.
 

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