Il Tirreno

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Dopo l’inferno turco Marliana abbraccia il “suo” Gabriele 

di Luca Signorini
Dopo l’inferno turco Marliana abbraccia il “suo” Gabriele 

Affetto, applausi e tanta curiosità per il giovane blogger nell’incontro organizzato dal parroco don Carmignani

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MARLIANA. Dal confine turco-siriano (e dalle sue carceri) a un borgo collinare con una settantina di anime, da tre anni a questa parte luogo di accoglienza per rifugiati delle più diverse nazionalità.
La prima volta a Marliana di Gabriele Del Grande («per andare dai miei genitori a Panicagliora salgo sempre da Pescia oppure da Pistoia, qui non ci ero mai capitato», precisa), venerdì 28 aprile, è quasi come trovarsi di fronte a ciò che racconta sul suo blog, nei suoi libri e nei suoi film.

In paese ci sono una settantina di residenti e ottanta richiedenti asilo. Don Alessandro Carmignani è anche per questo che ha organizzato l'incontro con i genitori del trentacinquenne documentarista, Massimo Del Grande e Sara Urro, che gestiscono un'osteria in una frazione a 800 metri di altitudine. Accanto a loro Massimo Toschi, ex consigliere della Regione Toscana per la pace, la cooperazione e i diritti umani, che tra l'altro è stato prof di filosofia di Gabriele negli ultimi tre anni del liceo a Lucca. «Lui era un ragazzo sveglio, che ha iniziato a correre nella vita e ora fa cose belle - dice del suo ex allievo – ho visto in lui grande maturità nel periodo della detenzione, non ha avuto paura, ha saputo costruire una relazione, è diventato un interlocutore rispettato, non ha perso dignità, è stato sempre in piedi e non si è mai inginocchiato».

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Nell'oratorio di Sant'Antonio viene proiettato “Io sto con la sposa”, il docu-film del 2014 girato da Del Grande. I marlianesi, da questa storia, dicono di aver imparato un altro modo di confrontarsi con l'altro, con chi viene da lontano e non si conosce, e magari ha la pelle di un colore diverso. Applausi e strette di mano quando arriva Gabriele, intorno alle 20, accompagnato dalla compagna Alexandra D'Onofrio. «Vedere in una comunità così piccola tanta solidarietà è molto bello – sono le parole del blogger – ma oltre a tutto il gossip che c'è nei miei confronti, ci sarebbero tanti temi da affrontare e approfondire».

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Per il giovane filmmaker quella di venerdì 28 aprile è stata la prima partecipazione a un evento pubblico in Toscana dal giorno del suo rientro in Italia, lunedì 24 aprile, dopo due settimane di detenzione sul suolo turco. Pranzo in centro a Pistoia, poi un salto a Panicagliora per una doccia e il cambio dei vestiti, e in serata a Marliana, dove si è intrattenuto un'oretta. Simpatico il siparietto con una suora originaria della Tanzania, paese che Del Grande ha visitato nel 2001. Quindi l'abbraccio con Toschi e un breve conciliabolo, mentre i suoi genitori erano già tornati all'osteria. Gabriele ha ricevuto l'affetto delle persone, ha risposto a qualche domanda sulla situazione in Siria e nei paesi arabi, ha promesso che il suo prossimo libro, in cui racconterà ciò che ha passato in Turchia, verrà presentato anche a Marliana.

I calzini che qualche amico gli ha spedito il tredicesimo giorno di fermo non sono l'unico segno di vicinanza che ha offerto l'Italia. Marliana ha fatto la sua parte, «seppur nelle retrovie», come afferma il parroco. «Ora torno dai miei bambini in Grecia, dove viviamo», ha salutato Gabriele.

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