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«Lo sentivo spesso tossire, fumava sempre» 

«Lo sentivo spesso tossire, fumava sempre» 

Una vicina di casa racconta la vita riservata che “u carateddu” faceva con la moglie in via Deledda

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MASSA E COZZILE. L'unico segno della presenza in quella palazzina di Concetto Bonaccorsi era qualche colpo di tosse. E forse questo faceva parte del travestimento del boss catanese: aveva detto ai suoi vicini di casa di via Deledda che era un po' incerto di salute, insieme alla moglie era arrivato in Traversagna nel gennaio scorso perché doveva affrontare delle cure sul nostro territorio. «Però l'unica cosa che ho notato e mi ricordo bene, è che fumava molto, tutte le volte che lo vedevo aveva una sigaretta accesa fra le labbra». Marika Marino era fuori casa per una passeggiata con il cane quando è scattato il blitz della Mobile e “u carateddu” si è ritrovato di nuovo con le manette ai polsi. «Naturalmente ieri (giovedì, ndr) sono rimasta sconvolta, ci siamo tutti spaventati qui nella strada. Non vai mai a pensare che possa capitare una cosa del genere proprio accanto a te». Marika abita nell'appartamento al piano di sotto dove da qualche mese risiedeva Bonaccorsi con la moglie. «Il loro salotto è proprio sopra la mia camera da letto: sentivo quest'uomo continuamente tossire, poi mai una discussione, mai qualcuno che alzasse la voce». Un rifugio che doveva essere lontano da occhi indiscreti: il latitante usciva poco, era schivo, non dava confidenza. Parlava giusto per salutare, buongiorno e buonasera. «Erano persone riservate ma sembravano normalissime, non davano certo l'impressione di far parte della criminalità organizzata», dice Marika. La moglie si faceva vedere un po' di più: saliva sull'auto parcheggiata in strada (una Fiat 500 L) per andare chissà dove. Racconta ancora la vicina di casa: «Qualcuno in questi mesi li veniva a trovare: due uomini gentili, e una signora bionda che però non ti degnava neppure di uno sguardo. Lei sembrava che portasse sempre qualcosa, forse i sacchetti con la spesa». Nessun’altro ha voglia di parlare. Un'anziana si cela dietro il portone di casa, intimorita: «Lui praticamente non l'ho mai visto, lei invece appariva gentile. Non so che dire, ora abbiamo paura. Quando ho visto arrivare tutta quella polizia credevo che fossero dei ladri, poi mi hanno detto di rinchiudermi dentro l'appartamento. Così ho fatto, non so altro». Non erano ladri, ma un latitante evaso pluricondannato, su cui pende la mannaia dell'ergastolo. (lu.si.)

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