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Del Grande non è tornato, Farnesina al lavoro 

Del Grande non è tornato, Farnesina al lavoro 

Lo scrittore sarebbe dovuto rientrare in Italia ieri ma è ancora in stato di fermo da parte dei turchi

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LUCCA. Calma e attesa. Sono queste le parole d’ordine che circolano attorno alla vicenda di Gabriele Del Grande, il 34enne giornalista, scrittore e documentarista originario di Lucca, che nei giorni scorsi è stato fermato dalle autorità turche al confine con la Siria. Sarebbe dovuto rientrare in Italia ieri. Questo almeno riferivano 48 ore fonti diplomatiche. Purtroppo non è andata così. Ieri i genitori di Gabriele, di Pietrabuona, titolari dell’Antica osteria di Panicagliora, sono stati per tutto il giorno in contatto con il ministero degli Esteri, ma la telefonata liberatoria non è arrivata. «Bisogna aspettare ancora», spiega il padre Massimo. In queste ore di incertezza la madre Sara ha pubblicato su Facebook un messaggio per informare amici e conoscenti sull’evolversi della situazione. Un post che però lascia tutto in sospeso: “Luci e ombre .... l'attesa e la speranza ..... la luce e il buio.... il silenzio a volte è più doloroso di uno schiaffo ....”, scrive la donna sul suo profilo, raccogliendo la solidarietà di molti amici.
“La Farnesina continua a seguire la vicenda del signor Del Grande, fermato in Turchia perché si trovava in una zona del Paese in cui non è consentito l’accesso, in strettissimo contatto con la famiglia e con le autorità turche”, questo spiegano al ministero degli Esteri.
Del Grande è stato fermato nella provincia di Hatay, vicino al confine con la Siria. Stava raccogliendo materiale per il suo prossimo lavoro, “Un partigiano mi disse”, libro finanziato col crownfounding che Gabriele presenta così sulla pagina Facebook dedicata al progetto: «Ho deciso di scrivere un libro e raccontare la guerra e la nascita dell'Isis. Con il mio sguardo, dal basso, intrecciando l'epica della gente comune ai misteri di questi anni di sporche guerre e attentati».
Nella zona in cui è stato intercettato dalle forze dell’ordine turche i controlli si sono irrigiditi per la vicinanza all’area di conflitto. Mentre un po’ di tempo fa, spiegano fonti diplomatiche riportate dall’agenzia Lapresse, bastava esibire una tessera stampa, ora è necessario chiedere ulteriori autorizzazioni alle autorità. L’espulsione pare essere al momento l’unico provvedimento che il 34enne rischia, mentre nella vicenda è impegnato il console di Smirne, Luigi Iannuzzi. Fonti diplomatiche della città sul mar Egeo hanno fatto sapere che il reporter sta bene e si trova ad Hatay, nella guesthouse delle autorità locali, in attesa del rimpatrio.

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