Il presidio
San Domenico di Pescia, dipendenti denunciano forti disagi
«In nove mesi, da quando c’è la cooperativa sociale Polima, abbiamo riscosso gli stipendi regolarmente solo due volte». Problemi anche per i turni
PESCIA. Lavoratrici del San Domenico sul piede di guerra. Hanno minacciato, infatti, di scendere in piazza per rendere nota a tutti la difficile condizione in cui si trovano a lavorare dallo scorso mese di maggio, da quando, cioè la cooperativa sociale Polima si è aggiudicata il bando emanato dalla stessa azienda pubblica all'inizio del 2016.
«In 9 mesi abbiamo riscosso regolarmente lo stipendio solo due volte» dicono le dipendenti, che anche questo mese se lo vedranno accreditare in ritardo, il 31 marzo se tutto va bene, invece del 20, come da contratto. «Quando ci siamo lamentate perché noi viviamo di stipendio, con affitti o mutui da pagare regolarmente, ci è stato risposto di imparare a gestire meglio i nostri soldi - dichiarano le dipendenti - e che due settimane di ritardo cambiano poco. A noi cambiano molto, invece».
Ma non è tutto. «Ci fanno lavorare in condizioni impossibilili - denunciano le lavoratrici - con turni che non tengono conto delle nostre esigenze, comprese quelle di riposo per chi fa le notti, sempre sotto organico, in un clima ostile e senza la possibilità di confrontarci o di avere comunque un interlocutore». Ed è una situazione che si è manifestata fin dall'inizio e che è stata ampiamente rappresentata al presidente del Cda Nicola Romagnani, ai sindacati e al sindaco Oreste Giurlani.
Anche martedì mattina, 28 marzo, le dipendenti avevano chiesto di essere ricevute dal sindaco, che però non ha potuto ascoltarle. Sempre martedì, le dipendenti avrebbero dovuto firmare il contratto con la nuova cooperativa, la Elleuno di Casale Monferrato, individuata con un bando di affidamento temporaneo, emanato in via d'urgenza dallo stesso San Domenico. Dal 1° aprile sarebbe, infatti, dovuta partire la nuova gestione, dopo la decisione del consiglio di amministrazione del San Domenico di revocare la concessione a Polima «per inadempienza di alcuni requisiti, presenti nel bando, e necessari allo stesso ente per far fronte agli impegni economici con le banche e coi fornitori», come ha spiegato il presidente Romagnani. Ma Polima ha ricorso al Tar e il giudice ha sospeso il subentro della nuova gestione fino all'11 aprile, quando si svolgerà la prima udienza nella quale verrà sentito il San Domenico.
«Eppure le rette vengono pagate regolarmente - lamentano le operatrici - mentre per noi e per le nostre famiglie la situazione si è fatta insostenibile. Siamo noi che portiamo avanti la struttura e gli anziani lo sanno e per questo ci ringraziano. E e anche per loro ci dispiace lavorare in queste difficili condizioni psicologiche». La situazione di malcontento, che perdura da 9 mesi, è arrivata anche alle famiglie degli anziani che hanno presentato a loro volta le proprie rimostranze all'amministrazione comunale.
«Polima non ha proprio idea di cosa voglia dire cooperazione sociale - ha sottolineato Sara Simboli della Fp Cigl - la tensione con cui lavorano le dipendenti non è più sostenibile, ormai siamo alla canna del gas, abbiamo dovuto minacciare addirittura i decreti ingiuntivi per far pagare gli stipendi, non è più francamente accettabile una situazione del genere».
Ricordiamo, infine, che le dipendenti hanno risentito, loro malgrado, delle travagliate vicende di cui il San Domenico è stato protagonista negli ultimi anni, tra bilanci in rosso e contenziosi di varia natura che hanno fatto sì che si alternassero 5 cooperative in 5 anni, con le problematiche che si possono facilmente immaginare.
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