Italia
Bollette del consorzio, anche Cna chiede spiegazioni alla Regione
Giorgetti: «Aumenti giustificabili solo in presenza di un reale incremento dei lavori di bonifica» Fratelli d’Italia-An si rivolge al sindaco Bellandi: «Si documenti e ci dica se bisogna pagare o no»
MONTECATINI. Anche la Cna di Pistoia dice no agli aumenti delle tariffe da parte del Consorzio di Bonifica Basso Valdarno, che riguardano soprattutto le piccole imprese e in particolare gli artigiani. Mentre Fratelli d’Italia - An chiede al sindaco di Montecatini di documentarsi e illustrare il capitolato degli interventi previsti per il 2017 dal Consorzio a fronte degli aumenti applicati.
Proseguono dunque le prese di posizione per la vicenda del caro-bollette della bonficia. La Cna, dicevamo, sottolinea che fra le categorie di immobili per i quali la tariffa è notevolmente aumentata ci sono quelli rientranti nella categoria C3, immobili ad uso artigianale, per i quali la tariffa è aumentata praticamente in tutti i Comuni della Valdinievole. «Quando abbiamo appreso degli aumenti delle tariffe - afferma il presidente Cna Area Valdinievole, Luigi Giorgetti - siamo subito intervenuti dichiarando la nostra disponibilità ad accettare tali cambiamenti purché fossero motivati da un aumento degli investimenti mirati a garantire la sicurezza idrogeologica dei nostri territori. Da quanto leggiamo sui giornali e soprattutto dalle ultime dichiarazioni dell'ex presidente del Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio, Gino Biondi, apprendiamo invece che in Valdinievole si prevedono meno della metà degli investimenti di quanti ne erano previsti pochi anni fa. Questo ci pare inaccettabile. La razionalizzazione degli enti di Bonifica, sottoporre a pagamento quelle zone che in questi anni hanno usufruito di esenzioni e la necessaria proporzionalità tra tributo e beneficio ricevuto dal bene immobile, dovrebbero produrre effetti migliorativi sulle somme che imprese e cittadini dovrebbero pagare. E invece anche questa volta per fantomatici criteri di gestione i tributi aumentano per il nostro territorio. Chiediamo spiegazioni al Consorzio, e alla Regione che valuti se i provvedimenti presi siano realmente mirati a una maggior tutela del territorio. Perché, se così non fosse, non vediamo per quale motivo si debbano accettare aumenti di questo genere».
FdI-An, con una nota a firma Ilaria Michelucci, come detto si rivolge invece al sindaco Giuseppe Bellandi. «Era il 19 dicembre 2012 - ricorda Michelucci - quando con il voto a favore del consiglio regionale si è provveduto ad accorpare i 33 consorzi di bonifica esistenti in Toscana in soli 6 maxi consorzi. E ridondano ancora oggi le parole dell'allora assessore Bramerini che prospettava “semplificazioni della struttura amministrativa, efficacia operativa e un corretto e responsabile uso delle risorse finanziarie”. Detto fatto: i contributi obbligatori dei cittadini della Valdinievole confluiscono nelle casse del nuovo Consorzio Basso Valdarno, e da quanto riscontrato fino al 2016 l'entità di interventi manutentivi nella nostra zona pare si siano sensibilmente ridotti».
Gli aumenti applicati per l'anno 2017 e comunicati ai cittadini per mezzo dell'avviso bonario «sembrerebbero calcolati sulla base dei lavori deliberati per l'anno in corso sul nostro territorio. Se così fosse ci sarebbe poco da eccepire. In questa fase troviamo avventata l'esortazione a non pagare l'avviso bonario. Anche perché, se dovuta, la tassa si riproporrà in futuro con una cartella esattoriale di Equitalia con interessi di mora, costi di gestione e sanzioni. Proprio per fare chiarezza ci rivolgiamo al sindaco Bellandi, quale rappresentante dello Stato, chiedendo formalmente di documentarsi presso Regione e Consorzio ed illustrare poi il capitolato degli interventi previsti per l'anno in corso. Solo rendendo partecipi i cittadini contribuenti con motivazioni oggettive si potrà fugare dubbi e perplessità sulla eventuale legittimità degli aumenti applicati».
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