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Morì nell’auto in fiamme ma non ci sono colpevoli
BUGGIANO. Un pneumatico che scoppia, l'autoarticolato che inizia a sbandare, l'auto che resta schiacciata tra motrice e rimorchio, come in una pinza gigantesca, le fiamme, inarrestabili... Rimasto...
BUGGIANO. Un pneumatico che scoppia, l'autoarticolato che inizia a sbandare, l'auto che resta schiacciata tra motrice e rimorchio, come in una pinza gigantesca, le fiamme, inarrestabili... Rimasto imprigionato nell’abitacolo, non ebbe scampo Simone Panichi, 41 anni, noto pasticcere di Buggiano.
Era il pomeriggio di Pasquetta di due anni fa quando, sull’autostrada Firenze-mare, a due chilometri del casello di Pistoia venendo da Montecatini, avvenne il tragico incidente. Un incidente senza colpevoli. Se non il destino.
Ieri mattina, infatti, il gup del tribunale di Pistoia ha prosciolto dall’accusa di omicidio colposo il 32enne romeno che era alla guida del tir. Difeso dall’avvocato Elena Mucci, il giovane camionista, residente in Spagna, non avrebbe potuto fare nulla per evitare quella fatalità. Secondo i periti incaricati di ricostruire la dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità da parte dei conducenti dei due mezzi (e anche la regolarità degli stessi) unico responsabile della morte di Simone Panichi fu quel pneumatico che, sebbene in buono stato, scoppio all’improvviso. Il giudice dell’udienza preliminare ha perciò sentenziato il non luogo a procedere respingendo, archiviando il caso.
Un incidente agghiacciante quello che, quel lunedì 6 aprile 2015, era costato la vita a Simone Panichi. Il pasticcere si trovava a bordo della Peugeot 208 condotta dalla moglie Lorenza Amadei, sul sedile del passeggero. Dietro, il figlioletto della coppia e un amico con il figlio di dieci anni. All’improvviso, all’autoarticolato spagnolo che stavano sorpassando, era scoppiato un pneumatico. Il rimorchio del mezzo pesante aveva iniziato a sbandare in qua e in là e l’auto era rimasta come schiacciata tra la motrice e il rimorchio, proprio dalla parte dove si trovava la vittima. Tutti gli altri occupanti erano riusciti a mettersi in salvo, illesi, grazie all'immediato intervento dei tanti automobilisti che si erano trovati ad assistere alla tragedia e che si erano arrampicati fino all'auto, rimasta sospesa al di sopra del new jersey centrale.
Simone Panichi, invece, intrappolato nell'abitacolo, ferito e privo di coscenza a causa dell'impatto, no. Questione di secondi e le fiamme, dal pneumatico del camion, che aveva preso fuoco a causa dell'attrito con l'asfalto, si erano propagate all'auto, divorandola.
Simone Panichi, che con la sua famiglia abitava nella frazione di Pittini, nel comune di Buggiano, in via Terrarossa, lavorava nella pasticceria di famiglia, la “Pasticceria Europa”, a Traversagna, nel comune di Massa e Cozzile.
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