Il Tirreno

Montecatini

Trafficante di migranti arrestato dai poliziotti del commissariato

Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini illustra l'operazione
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Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini illustra l'operazione

Arriva fino a Montecatini la maxi-indagine della pm di Milano Ilda Boccassini: 34 custodie cautelari in tutta Italia

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MONTECATINI. Arrestato a Montecatini uno dei 34 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nell’ambito dell’inchiesta per immigrazione clandestina coordinata e diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano che, partendo da Cremona, ha portato a sgominare una banda di trafficanti di esseri umani.

A far scattare le manette ai polsi del trentenne egiziano, sono stati i poliziotti del commissariato di Montecatini, diretto dal vicequestore Mara Ferasin, assieme ai colleghi della Squadra mobile di Cremona, città dalla quale le indagini erano iniziate due anni fa, seguendo i tentativi di reclutamento di passeur per la Francia.

«L’organizzazione aveva persone che avvertivano dei nuovi sbarchi in Sicilia – ha spiegato a Milano il procuratore aggiunto Ilda Boccassini – I viaggi potevano costare dai 500 ai 1.000 euro dalla Sicilia alla Francia, oppure un centinaio di euro per attraversare la frontiera. Abbiamo documentato 62 viaggi: in alcuni casi erano furgoni con 40 persone stipate all’interno in condizioni disumane».

Al vertice dell’ organizzazione vi erano egiziani (uno dei quali, come detto, arrestato a Montecatini, nei pressi della stazione ferroviaria), ma avevano complici somali, afgani, tunisini, eritrei, ovvero tutte le nazionalità dei migranti. Coinvolti anche italiani, che avevano però un ruolo marginale all’interno dell’associazione e che si occupavano dei trasporti in auto da Ventimiglia.

I punti di raccolta dei migranti erano attorno alla stazione Centrale di Milano. Gli “scafisti di terra” istruivano i migranti per affrontare il viaggio in treno fino a Ventimiglia: la prima regola era disperdersi per non dare nell'occhio, la seconda era di non parlare mai con i passeur che li accompagnavano in altri vagoni.

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