Il presidio
Da 4 a 9 anni di carcere per gli spacciatori
Pene severe per sei nigeriani arrestati dai carabinieri, vendevano hashish ed eroina vicino alle scuole di Pescia, Uzzano e Montecatini
PISTOIA. Spacciavano stupefacenti a pochi passi dalle scuole di Pescia, Uzzano e Montecatini. Erano già stati arrestati una prima volta e poco dopo rimassi in libertà. Ma la lezione non era servita e avevano cominciato di nuovo a sapcciare. Così arrivarono di nuovo le manette e ieri mattina il processo con le condanne. Il pubblico ministero, Luigi Boccia, non ha certo fatto sconti nelle sue richieste conclusive. La giudice Maria Elena Mele ha accolto qualche richiesta degli avvocati difensori, e fra questi quelle dell’avvocato Riccardo Betti, ma le condanne possono definirisi sicuramente esemplari visto che si va da un minimo di quattro anni ad un massimo di nove ed anche le pene pecuniarie non sono da meno e vano fra i quattodicimila e i trentamila euro. In aula erano presenti in quattro e sono usciti a testa bassa e con le manette ai polsi per tornare nei cellulari della polizia penitenziaria che li hanno riportati nelle case circondariali dove vi resterano a lungo.
I sei furono arrestati dai carabinieri nella cosiddetta operazione “Buona fortuna 2”, nick che prese spunto dal nome di uno degli arrestati che compariva spesso nelle varie intercettazioni fra spacciatori e tossicodipendenti, ovvero Imade Luchy che richiama il termine inglese di lucky (fortunato). Per lui la condanna è stata di 7 anni e due mesi di carcere, la stessa inflitta a Manday Gbynova che dovrà pagare come il primo anche ventiseimila euro di multa. Stessa identica condanna per Kingsley Obaseki. La pena più alta è stata inflitta a quello che evidentemente è stato ritenuto il capo della banda di nigeriani, ovvero Chuks Blessed che dovrà scontare 9 anni e quattro mesi di carcere oltre al pagamento di trentamila euro di multa.
Più defilate le posizioni di Augustine Gbinweck e dell’unica donna che faceva parte del gruppo, Esther Ola condannati a 4 anni di reclusione.
L'indagine, coordinata da Fabio Di Vizio della Procura della Repubblica di Pistoia, fu avviata dai carabinieri della stazione di Pescia, che nel febbraio del 2014 avevano arrestato in flagranza di reato un 33enne nigeriano senza fissa dimora nell'atto di cedere eroina a un tossicodipendente del posto. In quell'occasione si rivelò molto proficuo per l'indagine il ritrovamento nel temporaneo domicilio dell'arrestato di alcuni cellulari dotati di sim con intestatari di comodo di nazionalità cinese. L'analisi delle comunicazioni telefoniche permise di identificare subito due complici e una lunga serie di acquirenti tanto da quantificare in quasi un migliaio le cessioni di eroina e hashish. Nel prosieguo delle indagini gli inquirenti arrivarono a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che fu eseguita nel marzo 2015 nei confronti del primo arrestato e di cinque suoi complici, trovati in quell'occasione in possesso di 30 grammi di eroina e una modesta quantità di hashish, nascoste in un'abitazione di Uzzano. Dopo la scarcerazione, cambiato il domicilio, lo spaccio proseguì e i carabinieri registrarono almeno 700 cessioni nei confronti di 19 tossicodipendenti.
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