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Patron Marco Innocenti amareggiato
«Gli Ultras mi avevano giurato di non essere stati loro gli autori. Il nostro stadio va rispettato»
MONTECATINI. È visibilmente e profondamente amareggiato il patron Marco Innocenti, uno dei primi a stigmatizzare in maniera dura l’episodio della scritta antisemita quando fu rinvenuta sui gradoni del “Mariotti”. Un atto che lo spinse a minacciare di ritirare la squadra se non si fosse fatto avanti il colpevole, nel caso il reo fosse stato un appartenente della frangia più convinta della tifoseria termale.
«I nostri Ultras mi avevano giurato e spergiurato, oltre a sostenerlo tuttora, di non essere gli autori di un atto così infamante. E invece le indagini delle forze dell’ordine dicono l’esatto contrario – esordisce Innocenti –.Non voglio fare di tutta l’erba un fascio e in attesa che la giustizia faccia il suo naturale corso riguardo l’autore di una simile vergogna, mi auguro che si tratti davvero di un episodio isolato, figlio dell’ignoranza e della stupidità. È infatti inammissibile per una persona sana di mente farsi beffe di uno dei peggiori esempi della bestialità umana quale è stato l’Olocausto».
«La gente paga il biglietto per vedere uno spettacolo – prosegue il presidente – però ci sono diritti e doveri. Lo stadio “Daniele Mariotti” è la casa di tutti i montecatinesi, e al pari della propria casa va onorata e rispettata materialmente, moralmente e nei comportamenti. Ne va della rispettabilità della città che rappresentiamo in ambito sportivo, da sempre indiscusso simbolo di ospitalità ed accoglienza nel mondo, e dell’immagine del club biancoceleste. Allo stesso tempo aggiungo anche che tocca specialmente a noi addetti ai lavori essere adesso ancor più attenti e vigili in modo da cercare di prevenire questi gesti malsani all’interno della nostra struttura».
E gli ultras che dicono? A parte qualche presa di posizione a titolo personale sui social, il gruppo preferisce non affidarsi a alcun comunicato in attesa che si faccia ulteriore chiarezza sul fatto. Se ne è parlato fin troppo, si lasciano sfuggire fra i denti. La posizione però resta quella iniziale, e cioè di totale estraneità all’evento, come rimangono negli appartenenti al gruppo le (più o meno) reali perplessità che l’indagato sia il vero autore della scritta, nonostante i pesanti precedenti. Allo stadio faranno sempre sentire la loro voce e il loro incitamento verso il club dell'Airone, mMa intanto c'è da ricostruire l'immagine infangata a livelllo nazionale da eventi che col foootball non hanno mai avuto niente a che fare.
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