Meteo
Caldaia in blocco, dodici famiglie di nuovo al freddo
Si leva la protesta dagli inquilini delle case gestite dalla Spes in via della Libertà a Pieve. «Solita storia anche a novembre»
PIEVE A NIEVOLE. In tilt la caldaia centralizzata alle case popolari di via della Libertà, non lontane dalla scuola media “Galileo Galilei”, nella zona a nord del territorio comunale. E non è la prima volta che accade di recente: già nello scorso mese di novembre l'impianto di riscaldamento smise di funzionare e, raccontano gli inquilini, ci volle più di una settimana alla Spes, la Società pistoiese di edilizia sociale che gestisce questi immobili pubblici, per ripristinarlo e far tornare la situazione alla corretta normalità. Ora il problema si presenta di nuovo: sono rimaste al freddo dodici famiglie, in tutto una trentina di persone, compresi bambini, anziani e alcuni portatori di handicap.
E allora protestano i condomini della palazzina di edilizia residenziale pubblica al numero civico 6/8, dove si contano in totale dodici appartamenti: «Ancora una volta ci ritroviamo al freddo e al gelo, in questo periodo di temperature molto rigide. Dobbiamo stare con indosso il cappotto e i cappelli all'interno delle nostre abitazioni. Non possiamo continuare a vivere così. Qualche mese fa è emerso il problema, la Spes da noi sollecitata è intervenuta in ritardo dopo diversi giorni ma evidentemente non ha risolto del tutto il guasto che si è verificato: in quell'occasione ci avevano detto che avrebbero accomodato l'impianto, ma oggi noi siamo ancora alle prese con il freddo dentro casa».
Continua l'appello del gruppo di cittadini: «Quello che è peggio, tra l'altro, è che paghiamo 1.200 euro all'anno per avere il riscaldamento, cioè 100 euro ogni mese, sia durante l'inverno che nel periodo estivo. E poi ci ritroviamo con la caldaia difettosa che ogni tanto si blocca. Chi di noi ha la possibilità può anche utilizzare per qualche settimana delle stufe elettriche, ma naturalmente in questo caso la bolletta dell'elettricità sarà molto più salata. E non tutte le persone che abitano in questo condominio possono permettersi un ulteriore spesa di questo genere da sostenere. E quindi restano al freddo, coprendosi come possono, in attesa che riparta il sistema di riscaldamento».
Già nel dicembre del 2014 la caldaia di questa palazzina di via della Libertà fece un brutto scherzo ai residenti: le famiglie rimasero al freddo prima di Capodanno, e anche per qualche altro giorno in seguito. Ai tecnici che intervennero allora mancava un pezzo per completare il lavoro di riparazione, questa fu la motivazione. Oggi ci risiamo, e per fortuna che la temperatura esterna è tornata ad alzarsi di qualche timido grado.
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