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Pd senza strategia decide l’abbandono del termalismo

Pd senza strategia decide l’abbandono del termalismo

FIRENZE. Opposizioni scatenate contro Pd e Regione sul futuro delle Terme: abbandonarle è una “vigliaccheria istituzionale” per il Movimento 5 Stelle, mentre la Lega paventa che con la...

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FIRENZE. Opposizioni scatenate contro Pd e Regione sul futuro delle Terme: abbandonarle è una “vigliaccheria istituzionale” per il Movimento 5 Stelle, mentre la Lega paventa che con la privatizzazione possa esserci un passaggio “dalla padella nella brace”.

«Serve una visione strategica complessiva sul termalismo in Toscana - dichiarano i consiglieri regionali M5S - è evidente che il Pd non ha una visione complessiva né intende aiutare le comunità locali a formarsi la propria, e si arrocca sui richiami della Corte dei Conti e del decreto Madia di dismettere le partecipate in perdita e non strategiche. Giusto indirizzo, ma il punto è politico: le terme sono strategiche per i comuni termali e abbandonarle senza un progetto di rilancio serio è vigliaccheria istituzionale».

«Il Pd in Regione come nei Comuni termali – prosegue il consigliere regionale Gabriele Bianchi, vicepresidente della commissione affari istituzionali e bilancio - sta compiendo la solita truffa semantica ai danni dei cittadini. Da una parte dichiara l’impossibilità per Regione e Comuni di avere le quote delle società termali, dall’altra segnala che queste sono strategiche e richiedono piani di rilancio. Facciano pace con la logica. Il recente caso di Fivizzano, dove il Comune ha deliberato l’acquisto delle terme di Equi, ci dimostra quanto un’amministrazione possa ritenere di interesse generale il termalismo».

«Siamo fieri - dice ancora Bianchi - di aver portato in consiglio regionale un contributo per far emergere una visione strategica per Montecatini. Cittadini e professionisti del settore hanno elaborato indirizzi chiari che darebbero un futuro pubblico alla migliore parte immobiliare dei beni oggi proprietà delle Terme, lasciando la gestione ai privati tramite gare di assegnazione. Qualsiasi visione strategica sul termalismo in Toscana deve nascere da un confronto con le imprese private del settore, alle quali diamo la nostra disponibilità per elaborare un percorso serio di programmazione. Se il Pd, senza visione e senza bussola, esercita il suo potere alla cieca, noi abbiamo l’umiltà di costruirle con la partecipazione», concludono i consiglieri regionali M5S.

«Il previsto sganciamento della Regione dalle Terme di Montecatini - scrivono invece Manuel Vescovi e Luciana Bartolini, capogruppo in consiglio regionale e segretaria comunale della Lega Nord - considerate le condizioni alquanto critiche del settore, derivanti da una gestione complessiva poco illuminata, potrebbe non essere così allarmante. Ovvio, però, che se l’ente regionale se ne lava le mani, allora occorrerà sperare che qualche serio imprenditore si faccia concretamente avanti per far sì che la città possa effettivamente rilanciarsi una volta per tutte. Negli ultimi giorni pare si siano fatti avanti alcuni possibili investitori, anche se, per quel che ne sappiamo, al momento siamo solo nell’infinito campo delle ipotesi. Molto importante saranno le tempistiche, considerando lo stato di sofferenza del termalismo a Montecatini».

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