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La discarica del Fossetto mette in allarme il comitato

La discarica del Fossetto mette in allarme il comitato

Il via alla progettazione dell’ottava vasca dell’impianto scatena le preoccupazioni di Cittadinanza Resistenza sui possibili rischi per l’ambiente e per la salute

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MONSUMMANO. Nel silenzio generale, tocca al comitato Cittadinanza Resistenza intervenire sull'argomento discarica del Fossetto, visto il recente avvio del procedimento di Valutazione d'impatto ambientale necessario per la realizzazione dell'ottava vasca di accumulo dei rifiuti, capace di stoccare 200.000 metri cubi di immondizia e prolungare la "vita" dell'impianto fino ad almeno il 2022.

«Prima di prorogare l'attività della discarica per ulteriori 10 anni rispetto alla scadenza prevista, si verifichi l'attuale stato del terreno sottostante e si mettano in atto tutti i correttivi per prevenire rischi per la popolazione», attacca il comitato per voce dei rappresentanti Tiziana Adele Scannella e Alessandro Rossi.

«Sconforta – lamentano – il silenzio-assenso delle opposizioni di Monsummano e delle associazioni ambientaliste: nessuno ha finora replicato a quanto scritto dal Tirreno martedì 17 gennaio. È poi incredibile la sterzata del sindaco Rinaldo Vanni che in campagna elettorale parlava di oasi verde e parco tematico nel 2019, con tanto di presentazione del progetto alla cittadinanza. Adesso, nonostante l'avvio della raccolta differenziata, pensa di fare l'ottava vasca».

Secondo Cittadinanza Resistenza l'ampliamento dell'impianto è sbagliato per una serie di motivi. Dal periodo di latenza della discarica come elemento di «forte criticità» per tutto il territorio e l'ambiente circostante («la scadenza naturale della discarica era prevista per il 2013 mentre adesso si pensa di farla arrivare al 2022»), al rischio idrogeologico che deriva dalla vicinanza con il Padule di Fucecchio («non si riscontrano elementi tali che dimostrino una messa in sicurezza tale da evitare questo rischio»). Fino ai «dubbi sulla tenuta dell'impermeabilizzazione delle vasche, con ipotizzabile pericolo di trafilamento del percolato nella falda acquifera padulina. E chissà dove potrebbe riemergere un possibile inquinamento occulto».

Riprendono Scannella e Rossi: «Nel 2005 i principali specialisti in materia (Cnr di Pisa, l'Ars della Toscana e l'Arpat) pubblicarono gli esiti di uno studio epidemiologico comparando la mortalità tumorale registrata tra la popolazione residente intorno alle sei principali discariche della Toscana (raggio di 5 chilometri), tra cui il Fossetto, evidenziando alcuni dati rilevanti su cui approfondire: questo approfondimento non risulta essere mai stato fatto. Vorremmo che qualcuno rispondesse dimostrando che queste criticità sono infondate». (lu.si.)

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