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«Non avrei mai usato quella benzina per farle del male»
Montecatini, dà alle fiamme la porta di casa dell’amica: convalidato dal gip l’arresto del giovane di Pieve a Nievole finito in carcere con l’accusa di stalking
MONTECATINI. Si sentiva tradito. E ha perso la testa. Ma se lei gli avesse aperto la porta, quella benzina non l’avrebbe certamente usata. Lui le voleva solo parlare, non bruciarla viva. Come minacciato nei messaggi vocali che le aveva inviato mentre si precipitava a casa sua. Insomma, alla fine aveva deciso di dare fuoco a quella porta che non era riuscito a scardinare completamente a calci e a spallate solo per sfogare la sua rabbia.
Ha risposto in questo modo alle domande del giudice delle indagini preliminari Nicolas Berardi, il ventunenne di Pieve a Nievole arrestato dalla polizia di Montecatini poco dopo l’alba di sabato scorso, 14 gennaio, con l’accusa di stalking, minacce, danneggiamento in seguito a incendio e lesioni. Il gip del tribunale Alessandro Buzzegoli lo ha sottoposto ieri mattina all’interrogatorio di garanzia nel carcere di Santa Caterina in Brana, a Pistoia, al termine del quale ha convalidato l’arresto e, su richiesta del pm Luigi Boccia, gli ha applicato la misura cautelare maggiormente restrittiva: ritenuto troppo pericoloso rimetterlo in libertà o ai domicliari, lo ha lasciato dietro le sbarre. Visto anche una precedente denuncia per stalking nei confronti di una ex fidanzata quando aveva diciassette anni.
La nottata di follia che lo ha portato in carcere è quella fra venerdì e sabato scorsi. Secondo la vittima delle sue morbose attenzioni, una ragazza ucraina di vent’anni, tra i due c’era solo un’amicizia, secondo quanto sostenuto da Berardi davanti al giudice, una relazione più intima. Fatto sta che, spinto dalla gelosia, venerdì attorno a mezzanotte lui era andato a cercarla e l’aveva trovata davanti a un locale di Montecatini con altri due amici, con i quali era nata una lite finita a cazzotti. La ragazza era tornata a casa, in Corso Roma, dove vive con la sorella. E dove lui, attorno alle 6 si era presentato con una bottiglia piena di benzina. Aveva suonato insistentemente, ma le due sorelle si erano ben guardate dall’aprirgli la porta dell’appartamento. Che lui, quindi, aveva cercato di sfondare, per poi appiccarvi il fuoco. Rintracciato e arrestato a Pescia dai poliziotti del commissariato di Montecatini, la sua fuga era durata meno di un’ora.
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