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Un “tubone” della depurazione entro il 2024
Accantonato il progetto di impianto a Ponte, verrà fatto un unico collegamento con la zona del cuoio
PONTE BUGGIANESE. Ci sono voluti 12 anni, due progetti cassati, decine di incontri pubblici e una continua rivalutazione delle risorse disponibili, ma alla fine il progetto per la riorganizzazione del sistema di depurazione in Valdinievole c'è. Un progetto che il territorio, dotato secondo gli addetti ai lavori di un sistema inadeguato, attende dal 2004, dal primo accordo di programma siglato fra gli attori interessati: enti pubblici (Stato, Regione, Provincie e Comuni), Acque Spa, Autorità Idrica Toscana, Consorzi di Bonifica e conciatori. E nel nuovo progetto, presentato lunedì sera all'interno della Dogana del Capannone a Ponte Buggianese, davanti a una folta platea di cittadini e amministratori, quello che più salta all'occhio è l'assenza del nuovo depuratore di Ponte Buggianese, la cui previsione tramonta definitivamente. «Oggi siamo a un punto di svolta - ha detto l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni - con il superamento del progetto del depuratore a Ponte Buggianese e il potenziamento del sistema esistente. Questa modifica riduce l'impatto ambientale, facendo conseguire importanti risparmi in termini economici». Il nuovo progetto, di cui la Valdinievole rappresenta soltanto una parte, prevede che Acque Spa, ideatrice e appaltatrice dei lavori, realizzi un intervento complessivo di circa 140 milioni di euro per la riorganizzazione del sistema di depurazione del comprensorio del cuoio, del circondario empolese, della Valdera, della Valdelsa e della Valdinievole. Di questi 140 milioni, circa 62 sono destinati alla Valdinievole, con un risparmio di circa 17 milioni rispetto al progetto del 2008. Attualmente il sistema di depurazione del nostro territorio conta circa 25 depuratori sparsi fra gli 11 comuni. Impianti che accolgono e depurano le acque reflue scaricandole in vari torrenti che poi confluiscono tutti nel Padule di Fucecchio. Il nuovo progetto prevede invece la realizzazione di un collettore, il cosiddetto "tubone", che dal depuratore di Pieve a Nievole porterà tutte le acque reflue della Valdinievole verso Santa Croce. Tutti gli scarichi verranno quindi convogliati in questo grande tubo e portati in quello che viene chiamato il "comprensorio del cuoio", per fornire acqua all'industria della concia. Allo stesso tempo però, per garantire che anche al Padule, sempre più a rischio di secche nei periodi estivi, continui ad arrivare acqua, è prevista che una parte delle acque reflue venga depurata e riversata in due invasi per poi esser mandata al Padule all'occorrenza. Questo nuovo progetto, che vedrà un suo completamento non prima del 2024, porterà alla dismissione di circa 15 impianti di depurazione in Valdinievole, mentre è previsto l'adeguamento del depuratore di Pieve e l'ampliamento dei tre impianti di San Salvatore, Pescia e Anchione.
Francesca Maltagliati
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