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«Esselunga, oneri da versare ai negozi in crisi»
PESCIA. Perché gli oneri di urbanizzazione versati dalla Esselunga non sono stati dati a sostegno delle attività in centri abitati disagiati e centro storico? A sollevare la questione è il...
PESCIA. Perché gli oneri di urbanizzazione versati dalla Esselunga non sono stati dati a sostegno delle attività in centri abitati disagiati e centro storico? A sollevare la questione è il consigliere leghista Oliviero Franceschi, che scrive: «Cosa aspettiamo? La fine di tutta la piccola distribuzione e la chiusura totale di attività storiche a favore della grande distribuzione? E assessori vecchi e nuovi alla montagna e alle attività produttive, che aspettano a dire la verità e a smettere di prendere in giro questi cittadini costretti a lottare financo con le bollette che non arrivano?» Franceschi cita l'ultima attività della montagna, che lo scorso 31 dicembre ha chiuso i battenti, il bar Marina. «La bottega di Castelvecchio è l'ultima vittima di assessori votati solo alla raccolta di voti e di stipendi. Forse qualcuno potrebbe ammettere che non ci sarà nessun turismo di massa in montagna e se vi passa qualche turista faticherà a prendere un caffè da quelle parti? La mia proposta di ridistribuire quel milione di euro di oneri provenienti da Esselunga e bocciata anche con il voto dell'attuale assessore alle attività produttive e commercio, poteva dare respiro per altri cinque anni anche a questa attività. Ma di dimissioni per fallimento o per dimostrare di non essere attaccati alla seggiola e al millino, se ne può parlare? A queste domande chiedo venga data spiegazione a tutti coloro che oggi e poi domani si chiederanno come mai le piccole attività muoiono facendo così morire centri storici e paesi montani». (m.s.)
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