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Chiude l’ultimo ristoro della Svizzera pesciatina

Chiude l’ultimo ristoro della Svizzera pesciatina

Ha abbassato la saracinesca dopo 43 anni il bar Marina di Castelvecchio Tristezza in paese e c’è anche chi rilancia il problema della fiscalità agevolata

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PESCIA. Dopo 43 anni, il bar Marina di Castelvecchio, chiude i battenti. La fine dell'anno vecchio ha segnato la definitiva chiusura dell'ultimo punto di ristoro della montagna pesciatina. L'attività di Marina, infatti, inaugurata nel 1973, era l'unica superstite tra gli esercizi di alimentari presenti nelle frazioni della montagna pesciatina. Adesso, fatta eccezione per Vellano e Pietrabuona, non esiste più un negozio di generi alimentari. Il che vuol dire che chi abita a Castelvecchio o San Quirico o Stiappa o Pontito dovrà fare 10, 11, 13 o 18 km per comprare un pacchetto di zucchero o una confezione di caffè. Non un commento da parte dei titolari, che si sono chiusi in uno sconfortato silenzio. Ma tutto il paese sembra avere accusato il colpo. «Mentre negli altri centri abitati è aperto, almeno per qualche ora al giorno il circolo locale - ha dichiarato Anselmo Flori, presidente della Misericordia - a Castelvecchio non esiste più un luogo in cui potersi ritrovare, perché da parecchi anni il circolo è chiuso e non si intravede alcuna prospettiva per riattivarlo, salvo che non venga assunto in proprio da questa Misericordia». Insomma, al di là del "dramma personale" vissuto da chi è costretto - suo malgrado - dalla crisi e dallo spopolamento, a chiudere bottega, fatti del genere contribuiscono a riaprire il dibattito sulla necessità della famosa "fiscalità agevolata" per gli imprenditori operanti nei piccoli comuni montani. Scrive Luca Martinelli, in un post sul suo profilo facebook, che in poche ore ha avuto moltissime condivisioni: «L'inverno qua è troppo lungo - mi ha detto ieri R., il figlio di Marina. E poi ha aggiunto che un'attività come la loro paga le stesse tasse di un bar al centro di Milano. Il padre, il marito di Marina, intanto spazzava il locale. Con cura. Come se non fosse l'ultimo giorno». Rassegnazione e dignità, insomma. Nonostante tutto. Perché chi non vive in montagna non lo sa, ma luoghi come il bar di Marina non solo forniscono un "servizio" alla comunità in termini di prodotti alimentari, ma soprattutto a livello sociale. Il bar di Marina, infatti, per i residenti di Castelvecchio ha sempre rappresentato un punto di ritrovo, un centro di aggregazione per giovani e meno giovani. Anche sui social network alla notizia della chiusura dell'ultimo presidio di montagna, gli internauti si sono scatenati. Si parla tanto di promozione turistica e rilancio della montagna - a Castelvecchio sorge una pieve documentata dall'879 e degli affreschi del XVI secolo (solo per citarne due) - ma come si possono conciliare tali politiche con la morte socio economica dei territori?»

Maria Salerno

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di Redazione web