Il presidio
Liberata cagnolina rapita nel giardino di casa
Pescia, il “sequestro” di Kanina era stato registrato dalle telecamere ma carabinieri e pompieri hanno individuato la sua “prigione”
PESCIA. Rapita, segregata e liberata. Tutto in 24 ore. Come in un film, ma un film non è.
È un tranquillo pomeriggio di dicembre a Pescia nel giardino della famiglia Varanini. Kanina, una meticcia di 17 anni, sorda e con problemi cardiaci, è sdraiata al sole a non far nulla. Basta un attimo e dal cancello, berretto e sciarpa intorno al collo, a passo deciso entra una donna. L'afferra e la trascina via. Il cane non c'è più. Il rapimento è più che evidente. Sono le telecamere di sorveglianza della villa a riprendere la scena che dura solo pochi minuti.
Increduli i padroni di casa che non trovano più il loro cane. Guardano più volte quelle immagini e subito vanno a sporgere denuncia dai carabinieri di Pescia. «Non potevamo credere ai nostri occhi- racconta Ilaria Tarabori - una donna aveva portato via la nostra amata cagnolina, che è anziana e ammalata. Per fortuna i carabinieri ed i vigili del fuoco, che sia io che mio marito Paolo Varanini vogliamo ringraziare, sono intervenuti tempestivamente».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14639489:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14639489:1652352768/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le forze dell'ordine,infatti, dopo aver acquisito il video riescono a identificare la donna e il blitz scatta nelle prime ore di ieri mattina. I vigili del fuoco accompagnati dai padroni del cagnolino, dopo aver suonato inutilmente, forzano la porta di casa della signora che aveva rapito Kanina. Ed è lei stessa che, rinchiusa al buio in una stanza, guida i soccorritori abbaiando disperata. L'hanno trovata sola con una ciotola d'acqua e un tappetino.
«Kanina è ancora scioccata - racconta Ilaria Tarabori - per quello che le è capitato. Noi l'abbiamo presa dal canile 14 anni fa. L'avevano abbandonata insieme ai suoi cuccioli. Da quel giorno è sempre stata insieme a noi, la portiamo anche al ristorante e al cinema. Dorme in casa. È parte integrante della nostra famiglia. Non si meritava di vivere un'avventura così crudele alla sua veneranda età e nelle particolari condizioni di salute in cui si trova». Una storia che si è conclusa fortunatamente con un lieto fine grazie alle telecamere che hanno permesso di rintracciare l'autrice di questo rapimento. Non si hanno invece notizie del chiuahua rapito a Monsummano due mesi fa sempre nel giardino di casa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
