Italia
Strade colabrodo in Valdinievole: scatta la petizione a sindaci e Regione
Un documento con oltre 450 firme illustra lo stato pietoso di molte vie e minaccia denunce per i danni arrecati alle auto
MONSUMMANO-Questa è la minaccia: «A breve cominceranno a fioccare denunce su denunce per danni provocati a cose e persone a causa della pessima gestione dei tratti stradali». Quindi l'avvertimento: «Ci sembra superfluo ricordarvi che nel caso si verificassero eventi fatali sareste penalmente perseguibili». A pensarla così sono 451 persone, che non si nascondono ed anzi hanno indicato le proprie generalità in una mega-raccolta firme che ha pochi precedenti sul nostro territorio.
Destinatari di simili affermazioni sono sei sindaci della Valdinievole e il presidente della Provincia di Pistoia, oltre al titolare dell'assessorato alle infrastrutture della Regione Toscana. Strali così accalorati hanno un solo obiettivo: «Il rifacimento del pessimo e pericoloso manto stradale riguardante le zone di via Albinatico, via Biscolla, via Ponte di Monsummano, via Porrione e via Camporcioni».
Ci risiamo, perché niente è cambiato: le feroci polemiche dell'estate, i provvedimenti impopolari (come la riduzione del limite di velocità da 70 a 40 chilometri orari sulla Camporcioni), le decisioni prima prese e poi ritirate nel giro di 48 ore (vedi la modifica alla circolazione di fronte al circolo di tennis Sporting Club, tra via Porrione e via Ponte di Monsummano), trovano dopo qualche mese un nuovo strascico. Potente, inatteso, che lascia il segno.
I cittadini decidono di alzare la voce, si fanno sentire. La petizione (corredata da una trentina di fogli con l'elenco delle sottoscrizioni vergate a mano) è stata inviata ieri ai primi cittadini di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani, Chiesina Uzzanese, Marco Borgioli, Montecatini, Giuseppe Bellandi, Massa Cozzile, Marzia Niccoli, Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti, e Monsummano, Rinaldo Vanni (che è anche il presidente della Provincia di Pistoia). E pure, come detto, a Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle infrastrutture e alla viabilità.
«La situazione, difficile già da diverso tempo - si legge sul documento consegnato - a causa degli ultimi eventi atmosferici è diventata pressoché insostenibile e, soprattutto, ingestibile a causa della presenza di buche talmente grosse da rendere veramente impossibile la guida in condizioni di sicurezza. La collocazione di cartelli segnalatori paradossalmente acuisce il problema perché per evitarli i conducenti di veicoli devono spostarsi oltre la carreggiata di propria competenza, fino quasi ad invadere quella opposta».
«Ci aspettiamo un intervento quanto mai tempestivo e totalmente risolutivo del problema, e non un banale palliativo come la semplice installazione di cartelli segnaletici o autovelox per invitare a ridurre la velocità».
Altrimenti partiranno le denunce, sorrideranno gli avvocati. Sotto accusa c'è la gestione di un tracciato lungo in tutto una quindicina di chilometri, che si snoda nella parte sud della Valdinievole: dalla già piuttosto nota provinciale Camporcioni (che va dall'ingresso di Chiesina Uzzanese fino al Palaterme di Montecatini, passando dalla zona industriale e commerciale tra Ponte Buggianese e Massa Cozzile), a via Porrione (che da Ponte arriva fino all'incrocio con via Pino e via Ponte di Monsummano, tra i Comuni di Massa Cozzile e Montecatini), da via Albinatico (nell'omonima frazione pontigiana), a via Biscolla (che in pratica collega il quadrante sud di Montecatini ai centri commerciali, come l'Ipercoop, che si trovano sulla Camporcioni), fino a via Ponte di Monsummano (che proprio da via Biscolla porta in località Via Nova, a Pieve a Nievole, incontra la nuova rotatoria del tratto finale della variante del Fossetto, e prosegue fino all'area industriale del Terzo, sul territorio di Monsummano). Asfalto su cui ogni giorno transitano migliaia di automobili e camion.
Asfalto non più accettabile, troppi rischi, troppe insidie, scarsa sicurezza, carreggiata ferita: e così i cittadini alzano le barricate, danno vita a una protesta organizzata.
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