Il presidio
Violenza sessuale sulla suocera, condannato
Inflitti un anno e tre mesi di reclusione al cinquantanovenne che è un dipendente dell’Asl di Pistoia
PISTOIA. Colpevole di violenza sessuale, stalking e lesioni personali nei confronti della suocera, e per questo condannato a un anno e tre mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni alla parte civile e alle spese processuali.
E’ questa la sentenza emessa dal Tribunale di Pistoia, presieduto da Luca Gaspari con a latere i giudici Bizzarri e Martucci, nei confronti di un cinquantanovenne, dipendente dell’Asl di Pistoia che avrebbe commesso i reati nei confronti della suocera, oggi settantanovenne, in un comune in Valdinievole.
Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe avuto condotte persecutorie nei confronti della suocera, ridotta «in uno stato di ansia e paura». La donna conviveva con la figlia e il genero da alcuni anni.
Il dipendente Asl aveva chiesto l’applicazione della legge 104, che consente l’assistenza ai familiari bisognosi e rimaneva quindi a lungo da solo con l’anziana, che quando si è trovata al culmine della disperazione, ha raccontato tutto alla figlia.
Ci sarebbe stata addirittura un’aggressione a mattonate e calci alla fine di settembre del 2012. L’episodio che va a configurare, secondo il pm, la violenza sessuale, sarebbe avvenuto perché l’uomo avrebbe costretto l’anziana a sedersi, chiedendole di compiere atti sessuali. Non solo. Più volte le avrebbe palpeggiato il seno ed i glutei facendo apprezzamenti vari.
Quando è arrivata al culmine della sopportazione e non riusciva più a far finta di niente, si è ribellata ed ha raccontato tutto alla figlia. E, a diventare determinante per il riconoscimento della violenza sessuale, è stata proprio una registrazione fatta da quest’ultima quando ha chiesto spiegazioni al marito. L’uomo avrebbe ammesso i fatti pur giustificandoli come uno scherzo. Una confessione sulla quale l’avvocata Sabrina Serroni, che ha rappresentato la vittima, ha particolarmente insistito per convincere i giudici sull’esistenza anche del reato di violenza sessuale. Le indagini sono state portate avanti dal sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Grieco che al termine delle indagini avendo ritenuto provata la denuncia presentata da madre e figlia, aveva chiesto il rinvio a giudizio del dipendente dell’Asl. A difenderlo, di fiducia, l’uomo avevano nominato l’avvocata Doretta Meoni.
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