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Primo gruppo di migranti impiegato nel volontariato
Convenzione tra Comune di Monsummano, Sds e cooperativa Co&So con il finanziamento del ministero dell’Interno per opere di manutenzione
MONSUMMANO. La notizia del loro arrivo in città, nell'estate 2015, suscitò un putiferio. In un primo momento erano destinati in un edificio privato lungo via Rubattorno, a Bizzarrino. La comunità della piccola frazione salì quasi sulle barricate (raccolta firme, infuocata assemblea pubblica e nascita del comitato Difendi Monsummano), e allora al gruppetto di sei profughi fu trovata altra sistemazione, in un appartamento di via Pineta, zona delle Case. A distanza di un anno e mezzo quei giovani migranti daranno qualcosa in cambio dell'ospitalità offerta dal nostro territorio: in pratica con l'inizio del 2017 saranno coinvolti in attività di volontariato per interventi di piccola manutenzione in ausilio dei dipendenti del municipio (cura dei giardini pubblici e degli arredi urbani, pulizia di marciapiedi e strade).
La convenzione stipulata di recente tra il Comune di Monsummano, la Società della salute della Valdinievole e il consorzio di cooperative Co&So (che gestisce il servizio di accoglienza) si inserisce nell'ambito del progetto Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che ha la finalità di integrare i migranti nel tessuto sociale in cui vivono. Il progetto, tra l'altro, ha ottenuto dal ministero dell'Interno un finanziamento di 600.000 euro da impiegare nei prossimi due anni, e già il Comune di Lamporecchio ha attivato la convenzione sul proprio territorio. Ora tocca a Monsummano. Questo l'obiettivo, vergato nel patto di volontariato: “Tali percorsi dovranno permettere ai migranti di conoscere e integrarsi nel contesto sociale che li ospita, attraverso lo svolgimento di attività di volontariato finalizzate al raggiungimento di uno scopo sociale e di pubblico interesse (non a fini di lucro)”.
Spiega l'assessore al sociale, Luca Buccellato: «L'attività per questo primo anno è circoscritta ai sei giovani ospiti in via Pineta, ma non escludo che possa estendersi anche a tutti gli altri rifugiati presenti». Un numero che nel tempo è aumentato, e che oggi conta una quarantina di migranti. Il primo gruppo arrivò in città nel 2011 per sistemarsi nella struttura per l'emergenza abitativa di via Morante (5 uomini dalla Guinea): oggi vivono in Valdinievole con il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Il secondo caso risale alla metà del 2014: con sei persone (due famiglie con bambini) sistemate in un appartamento in via Curtatone e Montanara. Poi tra la fine del 2015 e l'inzio del 2016 ne sono arrivati circa una trentina: 8 alloggiati in un immobile di via Battisti, e gli altri nella zona di Grotta Parlanti.
Luca Signorini
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