Il presidio
Montecatini, picchiata e minacciata per ore in casa da un cliente
Aggressore arrestato per rapina dai poliziotti della Volante dopo che la prostituta è riuscita a fuggire e a chiedere aiuto
MONTECATINI. Aperta la porta di casa, se l’è ritrovato davanti. Urlante. Ad accusarla di avergli rubato mille euro. Poi, i due cazzotti in pieno volto, e le mani attorno al collo, ad allentare la stretta appena un attimo prima che lei, riversa sul pavimento, perdesse i sensi. Violenze e minacce andate avanti per ore quelle che, nel pomeriggio di giovedì 15 dicembre, hanno avuto come teatro un appartamento a due passi dalla stadio di Montecatini. E che si sono concluse con l’arresto dell’aggressore da parte dei poliziotti del commissariato, messo ai domiciliari con l’accusa di rapina aggravata. Vittima della furia di un suo stesso cliente, una prostituta italiana di 49 anni.
Lei e l’uomo – un montecatinese incensurato, anche lui di 49 anni – si sono incontrati attorno a mezzogiorno di giovedì nei pressi del mercato settimanale. E lì hanno concordato la prestazione sessuale: 100 euro per un rapporto in casa della donna. Una volta consumato, l’uomo ha pagato con due banconote da 50 euro e se n’è andato. Per tornare poco dopo, quando si è accorto che di tasca gli erano spariti 1.000 euro.
La prostituta ha raccontato in seguito ai poliziotti che una volta fatta irruzione in casa, l’uomo l’ha colpita con due pugni al volto, gettandola a terra, e accusandola di avergli rubato il denaro. Invano lei ha continuato a negare, anche quando il suo aggressore le ha agguantato il collo iniziando a stringere, per costringerla a dirgli dove erano i soldi. La donna aveva cominciato a urlare, chiedendo aiuto, e le sue grida, prima che il senso di soffocamento avesse la meglio, erano state effettivamente sentite da qualcuno in strada, che aveva avvertito il 112. Ma i carabinieri accorsi sul posto, cessate le urla, non erano riusciti a capirne la provenienza.
Fatto sta che all’interno dell’appartamento l’aggressore, reiterando le sue minacce di morte, stava continuando a sfogare la propria furia, anche scagliando il cellulare della donna prima a terra e poi nel water per impedirle di chiedere aiuto. A un certo punto l’uomo, lasciando la prostituta sul pavimento, ha telefonato alla moglie, per metterla al corrente di ciò che stava succedendo. Ed è stato quando si è affacciato al balcone, forse per vedere se stesse arrivando, che la sua vittima è riuscita a scappare in strada e, sebbene inseguita, a far perdere le proprie tracce.
La donna, credendo di avere ormai via libera, dopo un po’ è tornata a casa, ma all’interno ha scorto il suo aggressore insieme alla moglie. Ed è scappata di nuovo. Questa volta decisa a chiedere aiuto: si è infilata in un bar e da lì ha chiamato la polizia.
Sul posto sono così accorse in pochi le volanti del commissariato, coordinate dal vicequestore Mara Ferasin, e i poliziotti hanno incrociato l’aggressore che, insieme alla moglie, stava cercando di allontanarsi a piedi. E lo hanno bloccato. Raccolti gli elementi di prova, la procura ne ha poi disposto l’arresto per il reato di rapina: dopo aver picchiato la donna, si era infatti ripreso i 100 euro pagati per la prestazione sessuale.
Massimo Donati
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