Il presidio
“Arte a passeggio” con le borse di Daniela
BUGGIANO. «La borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro», cantava, all'ultimo Festival di Sanremo, Noemi. Ed è un po' il principio a cui Daniela Cappellini, eclettica pittrice di...
BUGGIANO. «La borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro», cantava, all'ultimo Festival di Sanremo, Noemi. Ed è un po' il principio a cui Daniela Cappellini, eclettica pittrice di Buggiano, si ispira per la creazione della sua “Arte a passeggio”. Nessuna donna, infatti, può rinunciare alla propria borsa che racchiude al suo interno, molto spesso, tutto il proprio mondo. E trenta borse, interamente dipinte a mano, della nuova collezione di Daniela Cappellini saranno in mostra, da oggi e fino a gennaio, alla Galleria Studio 102 di Alessandria, della ex senatrice della Repubblica Carla Nespolo; mentre una sua esposizione fissa si trova al Caffè storico - letterario “Giubbe Rosse”, in piazza della Repubblica a Firenze.
«Sono la pittrice più fortunata del pianeta - racconta Cappellini - perché i miei lavori non sono esposti in un luogo soltanto, ma per le vie del mondo. Questa, infatti, è per me la gratificazione più grande». Ma come è nata, allora, l'idea di usare le borse come se fossero le tele di un quadro? «Dipingo da sempre - spiega - e per vent'anni mi sono occupata di moda. Ho dunque pensato di coniugare questi due aspetti: l'arte, mia ragion d'essere, con la moda, rappresentata, in questo caso, dalle borse. Ogni donna, infatti, è unica ed occorre, quindi, un oggetto che la rappresenti pienamente».
Tanti - e diversi - i soggetti rappresentati da Daniela Cappellini nella sua “Arte a passeggio”, a cui è stata riservata, tra l'altro, anche una sezione del catalogo della Biennale d'Arte di Alessandria. «Sono molteplici - dice - i temi della mia collezione di Natale in esposizione alla Galleria Studio 102. Innanzitutto la flor-art, sempre molto gradita alle signore, sia nelle pochette che nelle borse da giorno: ma anche cuori, profumi, gatti e cartoon anni '70. Senza tralasciare, poi, tre borse dedicate al Padule di Fucecchio, in un'ottica di promozione del nostro territorio».
«Ho dipinto oltre 500 borse - conclude - riservate a donne forti, determinate, che vogliono comunicare qualcosa, restando però esclusive e, soprattutto, portando alla luce un modo per stupire». (m.t.)
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