Più attenzione ai siti Internet, la promessa degli albergatori
Montecatini, le associazioni concordano con alcune delle critiche dell’assessora De Paola ma non sulle fiere e sull’aumento dei prezzi: «Non possiamo fare cartello»
MONTECATINI. L’assessora li bacchetta, ma la replica degli albergatori non è per niente risentita e sfiora anzi in vari passaggi un inedito mea culpa. Vabbè, qualche precisazione sparsa la troviamo, ma in generale tutti concordano sulla necessità di trovare in un’adeguata formazione (che insegni come utilizzare meglio il web e spieghi la necessità di prendere un aereo per partecipare alle fiere di settore) il comune denominatore per uscire dalle sabbie (im)mobili.
Martedì all’Excelsior Alessandra De Paola aveva sottolineato l’assenza di adeguate politiche di web marketing per gli alberghi (nei cui siti è praticamente assente ogni riferimento alle Terme e al territorio), la scarsa presenza alle fiere («Io ci vado per fare promozione, ma poi ci deve essere chi firma i contratti») e la necessità di alzare i prezzi delle camere per evitare la spirale della “low-cost city”.
«Non ha torto, purtroppo – commenta Dante Simoncini, presidente Apam – e se sulla nostra capacità di fare accoglienza non si discute, non per questo non si può fare di meglio investendo sull’aggiornamento e sulla formazione. Ognuno di noi deve sentirsi parte di un’unica azienda, dobbiamo essere tutti colleghi».
Poi, sulle presenze alle fiere: «Coi margini risicati che ci ritroviamo – spiega Simoncini – non è facile mettere a budget anche le spese per le trasferte internazionali, ma se vogliamo migliorare lo dobbiamo fare. Il convegno di martedì ci ha consegnato un’analisi impietosa, asciutta, ma che non mi sento di contraddire».
Sulla formazione insiste anche Fabio Cenni, presidente Asshotel: «Su questo punto l’assessore ha ragione e, aggiungo io, dovremmo creare un apposito gruppo di lavoro che ne segua costantemente gli sviluppi. Per certi versi, infatti, siamo antiquati: internet non è uno strumento tra i tanti, ma l’unico, oggi, per fare turismo. Certo che, come purtroppo successo anche recentemente, è inutile organizzare eventi formativi se poi vi partecipano in 7-8. E sulla promozione si proceda spediti verso la nascita di un consorzio che sopperisca alle assenze di Apt e Convention bureau».
Poi Cenni parla del progetto “Da Leonardo a Pinocchio”: «È stato creato da un anno, spero che alla prima occasione di aggiornamento dei vari siti venga fatto un link e che finora sia stato promosso con le newsletter».
«Fare promozione all’estero – dice Sabrina Gilardi, Confindustria turismo – non è sostenibile per le singole strutture, ma le agenzie cittadine hanno sempre partecipato. E poi la promozione del territorio la deve fare una sovrastruttura, mentre i siti servono per promuovere il singolo albergo. D’accordo, invece, sulla necessità di fare riferimento al progetto “Da Leonardo a Pinocchio”: le imprese ricettive non si possono più permettere di essere pigre». Conclusione sui prezzi minimi: «Per legge – dice Gilardi – sono vietati, ma la soluzione ci sarebbe: aumentare tutti di una certa cifra anno dopo anno, imparando a dire di no ai tour operator».
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