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Monsummano, in 133 attendono la casa

di Luca Signorini
Monsummano, in 133 attendono la casa

Stilata dal Comune la graduatoria provvisoria. Ma dopo 4 anni il quartiere Orzali non è ancora stato completato

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MONSUMMANO. Se ne attendevano 200, ne sono arrivate 133: ma resta comunque alto il numero delle domande depositato in municipio nell'ultimo bando di assegnazione delle case popolari, pubblicato lo scorso maggio ed espressione per la prima volta di un regolamento comunale previsto dalla legge regionale 41 del 2015, che ha modificato una normativa vecchia di venti anni. La graduatoria per ora è provvisoria (sono 104 le famiglie ammesse e 29 quelle escluse), diventerà definitiva a inizio 2017: la nuova lista dei beneficiari va a sostituire l'elenco in vigore dal 2012, che ha portato in quattro anni a una quindicina di assegnazioni, a fronte di quasi 200 appartamenti presenti in città (tra Cintolese, le zone delle Case e Grotta Parlanti, via Indipendenza e via della Repubblica nel capoluogo, con Monsummano che è la terza città della provincia, dopo Pistoia e Pescia, per quantità di alloggi di edilizia residenziale pubblica). Dunque richieste in calo, seppur di poco, rispetto al bando reso noto dal Comune nel 2010, a cui parteciparono 155 nuclei familiari.

Ma il problema dell'emergenza casa evidentemente rimane. E l'investimento pubblico sul quartiere Orzali (che nel 2012 ha ricevuto ben 2 milioni e 500.000 euro come finanziamento della Regione Toscana a copertura totale dei costi) era pensato proprio per far fronte a questa situazione. Solo che sono passati quattro anni, e intorno alle 22 abitazioni da 45, 60 e 85 metri quadrati di superficie (si tratta della prima palazzina che si incontra su via Lama, di fianco al supermercato Coop) ci sono ancora transenne e fettuccine. Il cantiere non è concluso e gli alloggi non possono essere assegnati (in un primo momento il taglio del nastro doveva avvenire nell'estate 2015, poi a fine 2016: tempi fin qui disattesi). Di mezzo c'è stato il fallimento dell'azienda genovese Di Marco Michele Servizi, che aveva vinto l'appalto per l'assegnazione dei lavori, procedura gestita dalla Società pistoiese di edilizia sociale. Un bell'inghippo, che ha portato la Spes a rescindere il contratto e a scontrarsi, come succede in questi casi, con avvocati e burocrazia.

Spiega il vicesindaco di Monsummano, Luca Buccellato: «La società è in dirittura d'arrivo con le gare per affidare i lavori di completamento al complesso abitativo (un appalto di natura semplificata, ci sono soltanto da ultimare l'impiantistica e le certificazioni come obbligo di legge, ndr). Ma oggi non mi sento di annunciare una data per la conclusione dei lavori: comunque dopo il fallimento della ditta adesso si vede quasi la luce». Una volta che gli operai torneranno sul cantiere, i tempi per la conclusione delle opere non saranno quindi così lunghi: in sostanza si parla di circa 3 mesi. L'augurio è che la prossima estate porti in dote 22 alloggi popolari nuovi di zecca.

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