Il Tirreno

Montecatini

Dal ponte dell’Immacolata niente buone notizie per i negozianti del centro

Martina Trivigno
Luci di Natale in centro a Montecatini (Foto Nucci)
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Luci di Natale in centro a Montecatini (Foto Nucci)

Montecatini, bilancio negativo dal punto di vista dello shopping nella Città del Natale

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MONTECATINI. Splendono le luci, per le strade e lungo i viali addobbati a festa, mentre un fiume di gente li attraversa. Molte famiglie, tanti bambini, con i cappellini da elfo in testa e le loro risate squillanti, riempiono la città. Ovunque, nell'aria, si respira l'odore del Natale, mentre una dolce musica, in sottofondo, accompagna la folla. Il ponte dell'Immacolata è passato. Un test importante per le attrazioni della Città del Natale 2016, ma anche per i commercianti. Che, proprio in questo periodo pre-natalizio, grazie al flusso di persone che arriva a Montecatini, dovrebbero vedere un incremento vertiginoso dei propri affari.

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Abbiamo fatto un giro nei negozi del centro e abbiamo parlato con titolari e gestori delle attività commerciali. Certo, non si può generalizzare ma il quadro che emerge è in bianco e nero, con poche pennellate a colori. Camminando per le vie non è raro imbattersi in negozi del tutto vuoti, con commesse impegnate a (ri)pulire le vetrine già lucide oppure a mettere in ordine la merce, già sistemata in file perfettamente precise. In altre attività il via vai di persone è più evidente: entrano, scrutano i prodotti in mostra e, alla fine, qualcuno compra, altri escono a mani vuote.

«Le vendite - dice Andrea Bonvicini, titolare dell’omonima boutique di corso Matteotti - rispetto allo scorso anno sono diminuite. Ovviamente lavoriamo, ma soltanto grazie alla qualità dei prodotti che proponiamo. La Città del Natale, tuttavia, non ha portato alcun beneficio alla mia attività, anzi. È da molto tempo che lo sostengo: occorre, da parte delle istituzioni, un progetto di sistema delle Terme. La nostra è una città termale e non quella di Babbo Natale. Il Tettuccio, antico tempio del termalismo, con quella scritta “biglietteria” all'entrata grida vendetta». Poco distante, in via don Minzoni, stessa storia.

«Il ponte dell'Immacolata - spiega Andrea Frateschi, titolare del negozio di abbigliamento da uomo - non ha generato un incremento delle vendite. L’8 dicembre ho lavorato, ma gli altri giorni sono stati molto tranquilli. Anzi, troppo. La gente a passeggio c'è, ma non compra».

Anche in viale 4 Novembre la situazione è la stessa. «Questa - spiega Franca Suzzi, titolare della storica boutique Susy, aperta nel 1961 - era la via dello shopping e dell'eleganza. Adesso, delle dodici attività che la rendevano viva, dieci hanno chiuso e siamo rimasti soltanto in due: noi e la gioielleria Gennai, qui a fianco. Viale 4 Novembre è diventato il regno della movida, degli aperitivi e della musica ad alto volume: non conserva, purtroppo, più niente dell'antico fascino».

 

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