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«Affido temporaneo della piscina al Comune»
Cresce la preoccupazione degli utenti per il destino dell’impianto del Marchi Chiesto un incontro con Giurlani: pensi a una gestione congiunta con la palestra
PESCIA. La piscina la prenda il Comune. È la proposta che alcuni cittadini-utenti, riunitisi il 6 dicembre scorso al circolo Agorà di Pietrabuona, intendono fare al sindaco Oreste Giurlani.
Fin dall'inizio dell'odissea vissuta dall'impianto sportivo Marchi, fatta di chiusure, riaperture, affidi temporanei e bandi andati deserti, il primo cittadino ha mostrato, infatti, "sensibilità" e "vicinanza" nei confronti degli utilizzatori. Adesso, proprio sulla scorta di ciò, sono gli stessi cittadini a chiedere che si faccia un passo in più, magari quello di prendere in affido temporaneo, per un anno, la gestione della piscina. Se, come ha palesato nei giorni scorsi, il sindaco dovesse entrare in trattativa col presidente della Provincia per un affido temporaneo della palestra, così che la possano utilizzare sia gli studenti del Marchi la mattina, che le società sportive nel pomeriggio, la stessa operazione si potrebbe fare con la piscina. Innegabilmente l'edificio che ospita la piscina è vecchio e ci sono numerose carenze strutturali, ammettono gli utenti, ma lo stesso discorso potrebbe valere anche per la palestra. «Non vorremmo - ha sottolineato qualcuno - che a fronte delle medesime difficoltà burocratiche si chiudesse un occhio in un caso e non in un altro, sarebbe brutto nei confronti degli utenti, che finirebbero per essere trattati come figli e figliastri».
I cittadini, che hanno già fissato un incontro nei prossimi giorni col sindaco Giurlani, chiedono al di là delle decisioni che verranno prese, che sia fatta chiarezza una volta per tutte. sSiamo stanchi - dicono - dei vedremo e potrebbe essere, ciò che vogliamo è che Comune e Provincia siedano ad un tavolo e giungano ad un accordo, di qualsiasi natura e poi ci dicano chiaramente come stanno le cose perché siamo francamente stanchi di tutti questi eterni rimandi».
Oltre che questioni di continuità del servizio, alla base della proposta dei fruitori dell'impianto, c'è anche la condizione vissuta dai lavoratori. «Ci sono persone che non hanno più un lavoro - dicono alcuni ex lavoratori della piscina - e questo è qualcosa che le istituzioni dovrebbero tutelare o comunque tenere in considerazione». La Sport Management, la società veronese che aveva preso la gestione provvisoria dell'impianto fino allo scorso mese di giugno, aveva provveduto in parte dell'assorbimento del personale, ma concluso il suo periodo di gestione si è inevitabilmente conclusa anche l'esperienza di impiego del personale. È opinione comune, che la società veronese, che in Toscana gestisce già altri tre impianti, sarebbe rimasta volentieri a Pescia, ma quasi un milione di investimenti rappresenta una cifra enorme persino per un potenziale gestore, collocato ottimamente sul mercato.
Maria Salerno
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