Il Tirreno

Montecatini

Tabaccheria saccheggiata nella notte

Alessandro Gasperini
La vetrina della tabaccheria sfondata con la grata in ghisa prelavata dalla strada (Foto fornite da Sergio Porrino)
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La vetrina della tabaccheria sfondata con la grata in ghisa prelavata dalla strada (Foto fornite da Sergio Porrino)

In quattro sfondano la vetrina e portano via 200 stecche di sigarette alla Vergine dei Pini. Il titolare: «Svegliato dai rumori»

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MONSUMMANO. Sono entrati in azione alle 4 del mattino di domenica 4 dicembre. Tre-quattro persone, arrivate a bordo di due berline scure. Prima hanno armeggiato con piedi di porco e spranghe per scassinare la saracinesca. E, una volta riusciti nell’intento, hanno preso la grata di ghisa di una caditoia e l’hanno lanciata con forza contro la porta della tabaccheria, mandando il vetro in frantumi. Il resto è stato un gioco da ragazzi. Utilizzando una tecnica già vista ormai troppe volte anche nelle nostre zone, hanno steso un lenzuolo e lo hanno riempito con le stecche di sigarette trovate all’interno del negozio. Poi via, prima dell’arrivo dei carabinieri. Un bottino che si aggira sui 10.000 euro

«Il tutto è durato sì e no un quarto d’ora», racconta amareggiato Maurizio Miceli, titolare della tabaccheria che porta il nome di famiglia sulla via Francesca, alla Vergine dei Pini. «È la prima volta che il mio negozio viene preso di mira da queste bande di criminali - prosegue - e sono rimasto scosso. Li ho sentiti armeggiare alla serranda, mi hanno svegliato. Io abito di sopra e ho visto sul piazzale due auto, una Mercedes nera e un’Audi grigia. Li ho sentiti parlare, sicuramente erano stranieri. Non li ho visti bene, anche se non mi sembravano particolarmente camuffati con l’abbigliamento, perché non mi sono sporto dalla finestra. Ho chiamato il 112 per avvertire cosa stava succedendo e me ne sono rimasto sopra, in attesa dell’arrivo dei carabinieri». Ha fatto bene il signor Miceli a non prendere decisioni avventate. I banditi erano tre o quattro, lui da solo. E non poteva sapere se erano armati.

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«Sì, l’allarme ha suonato quando hanno spaccato il vetro - prosegue il racconto del commerciante - ma io mi ero già accorto della loro presenza. Non ci sono però telecamere di videosorveglianza, per cui la scena non è registrata. Quei malviventi hanno puntato subito alle sigarette: non hanno cercato soldi (e d’altra parte non ce n’erano), né gratta e vinci, né altro. Le stecche valgono 50 euro l’una e sono facilmente commerciabili. Si fa presto ad arrivare a una cifra considerevole».

Diecimila euro, vale a dire un paio di centinaia di stecche. Più i danni alla porta e alla saracinesca, ancora da quantificare. Ieri pomeriggio, domenica 4, nel giorno di chiusura, Maurizio Miceli era in negozio, per rimettere a posto. «Che vuole farci - riflette - oggigiorno si vive così. Per me è stata la prima volta, ma è stata un’esperienza negativa che mi porterò dentro. Mi ha scosso».

Quando i carabinieri, dopo l’allarme fatto scattare dal tabaccaio, sono arrivati nella frazione monsummanese, i ladri erano già spariti nella notte. Con un bel carico di bionde da smerciare. Un “lavoretto” di neanche un quarto d’ora. «Oggigiorno si vive così...».

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