Quel canone retroattivo per i lumini al cimitero
Fa il contratto a fine ottobre e si ritrova a dover pagare dal primo gennaio Chiede spiegazioni a sindaco e revisore dei conti ma non ottiene risposta
UZZANO. «Se hai un problema che deve essere risolto da una burocrazia, ti conviene cambiare problema». Così scriveva Arthur Bloch, autore della celebre “Legge di Murphy”, ironizzando sull'efficienza della macchina burocratica. Lo sa bene chi, ad esempio, dovendo stipulare un contratto per l’illuminazione votiva nel cimitero di Uzzano, si ritrova a dover corrispondere un canone annuale, con decorrenza retroattiva dal primo gennaio, anche se ne fa richiesta solo alla fine dell’anno.
È successo alla signora Angela Malevolti. «Il 17 ottobre mi sono recata all'ufficio tributi del Comune di Uzzano – spiega – per stipulare il contratto per l’illuminazione di un loculo nel cimitero di Uzzano. Fui messa al corrente delle spese da sostenere, fra le quali un canone annuo con decorrenza dal primo gennaio dell’anno corrente e non frazionabile. Ai tentativi di obiezione mi è stato ribadito che questa procedura vige da sempre. Una procedura sulla quale non è possibile essere d'accordo, per la evidente ragione che è illegittimo chiedere il pagamento di un corrispettivo per un servizio usufruito solo per frazioni di anno».
La signora ha palesato le sue ragioni non solo al sindaco ma anche al revisore unico dei conti, chiedendo informazioni precise, documenti e dettagli circa la motivazione alla base di tale procedura. E in assenza di una risposta, è tornata a sollecitare l'amministrazione comunale. Inutilmente.
Le sue rimostranze non mirano certo a contestare il pagamento a causa dell’importo del canone, che è contenuto, ma a mettere al corrente l'opinione pubblica di quanto i cittadini vengano costantemente bistrattati dalla pubblica amministrazione, in barba ai principi di trasparenza che vengono sbandierati ad ogni piè sospinto.
«Cosa deve fare il cittadino-utente per avere soddisfazione? – lamenta – Certamente questo non può definirsi un esempio di chiarezza e trasparenza da parte della macchina amministrativa comunale, ma va a pieno discredito dell’apparato. Invito, pertanto il sindaco a farsi parte diligente per riparare non solo a questo inaccettabile episodio ma anche a mettere fine a quello che ingiustamente viene richiesto alle persone in momenti molto dolorosi».
Maria Salerno
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