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amministratore delle Terme

Azioni e immobili, Brogioni risponde all’attacco di Severi & C.

Azioni e immobili, Brogioni risponde all’attacco di Severi & C.

MONTECATINI. Il mio mandato tra un anno finisce, per cui non dovrete sopportarmi ancora a lungo. E ancora: il sovrapprezzo delle azioni delle Terme? L’opposizione si contraddice nelle sue...

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MONTECATINI. Il mio mandato tra un anno finisce, per cui non dovrete sopportarmi ancora a lungo. E ancora: il sovrapprezzo delle azioni delle Terme? L’opposizione si contraddice nelle sue affermazioni. Il valore degli immobili? Dipende dal reddito che producono.

Carlo Brogioni, amministratore unico delle Terme spa, sceglie ancora una pagina locale di Facebook (“Terme cittadini di buonsenso”) per precisare il suo punto di vista sulla situazione dell’azienda. E o fa anche per rispondere a una serie di interventi (e attacchi) apparsi sia sui social che sui giornali.

Inizia con la risposta all’ex sindaco Ettore Severi: «Ha detto che il piano Leopoldine era condiviso e che io non dovrei parlare ma solo fare. Osservo che, per la verità, non ho addossato responsabilità specifiche a nessuno; ho solo detto che il piano non poggiava su basi solide e che, alla prova dei fatti, non ha retto, come è ampiamente dimostrato dai fatti. E ciò indipendentemente da chi lo avesse approvato, perché il mio era un ragionamento tecnico, non politico. Ora sono i cittadini a dover giudicare».

E veniamo alla risposta sulla questione del sovrapprezzo azioni, riemerso anche in occasione dell’ultimo consiglio comunale in cui si è dibattuto del problema terme. «Argomento sul quale, visto che esercito la professione di commercialista, credo di poter argomentare», precisa Brogioni.

«In caso di aumento di capitale, i soci hanno il diritto di opzione; se lo esercitano sottoscrivono l'aumento, mentre ove non lo esercitino non possono poi rivendicare alcunché. Osservo però che proprio un consigliere dell'opposizione, un anno fa, affermava che la società dovesse ricorrere alla procedura di concordato preventivo. Qui la contraddizione sta nell’affermare da un lato che vi sia sovrapprezzo e dall'altra prospettare il ricorso ad una procedura concorsuale; condizioni che, a mio modo di vedere, si traducono in un vero e proprio ossimoro».

Poi passa ad esaminare un altro aspetto: «Taluni consiglieri affermano che io avrei attribuito agli immobili societari il valore di 120 milioni di euro. Non è così. Proprio nel corso dell'audizione dinanzi alla commissione partecipate ho affermato che il valore degli immobili commerciali dipende dal reddito che essi consentono, e dunque il loro valore può essere anche il doppio di quello di libro se l'attività in essi esercitata produce adeguati profitti. Ma può essere ridotto anche a meno della metà se il loro utilizzo produce perdite».

Non vuole entrare invece nella polemica sul piano industriale. «Non mi riguarda direttamente, e non comprendo perché si affermi l'incompatibilità del presidente del collegio sindacale. Ma forse dipende solo dal fatto che io ragiono da tecnico e non da politico. Vorrei dire però al signor Alberto Lapenna che il mio mandato scade con l'approvazione del prossimo bilancio e che dunque non dovrà presumibilmente sopportarmi ancora troppo a lungo».

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