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Vittorio Sgarbi porta in scena il grande Caravaggio

Vittorio Sgarbi porta in scena il grande Caravaggio

MONTECATINI. A chi lo scettro del più famoso della serata? A Vittorio Sgarbi, critico d'arte, opinionista e personaggio di assicurata spettacolarità in ogni show, o a quel Michelangelo Merisi, noto...

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MONTECATINI. A chi lo scettro del più famoso della serata? A Vittorio Sgarbi, critico d'arte, opinionista e personaggio di assicurata spettacolarità in ogni show, o a quel Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, uno dei più celebri pittori del Seicento italiano? Certo il pubblico non si troverà a seguire una rappresentazione classica dal momento che anche se affiancato per la musica da Valentino Corvino e per le immagini dal visual artist Tommaso Arosio l'unico Deus ex machina della serata senza dubbio sarà Vittorio Sgarbi. Domani al Teatro Verdi, dalle 21 in poi, in una Lectio magistralis monografica sul Caravaggio che finora ha ottenuto una pioggia di critiche favorevoli in tutti i teatri d'Italia.

Non chiedete i tempi di durata, perché Vittorio Sgarbi non rispetta né scalette, né pause. E anche quelli che d'arte poco masticano (ad a una rappresentazione è accaduto che un gruppo di spettatori al botteghino prima di entrare abbiano protestato, perché sul biglietto c'era scritto Michelangelo Merisi e loro avevano acquistato per Caravaggio...) sicuramente non potranno fare a meno di subire il fascino di uno spettacolo dove Sgarbi conduce l'ospite attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di un'artista che sembra più che mai contemporaneo. «Perché le sue opere continuano a vivere - spiega Sgarbi - e perché lui è sempre più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori e alle nostre emozioni».

Caravaggio e Pasolini. «Pasolini è un transfer di Caravaggio - continua Sgarbi - entrambi vissero una doppia vita divisa tra le trasgressioni terrene e l'elevazione artistica». I ragazzi di periferia di Pasolini assomigliano ai modelli di Caravaggio. Ninetto Davoli ha i tratti euforici del “Fanciullo con canestro di frutta”. Franco Citti malinconico come il “Bacchino malato”, Pino Pelosi richiama "”mor vincit omnia”. Mi colpisce l'ambiguità del Caravaggio, quei giovani modelli allusivi e lascivi. Una omosessualità intinta di cattolicesimo come quella di Pasolini e di Testori e di altri maledetti nostri contemporanei quali Fassbinder e Genet». Per acquistare un biglietto ci si può rivolgere direttamente alla cassa del Teatro Verdi.

Simona Peselli

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