Il Tirreno

Montecatini

Accademia Scalabrino, lavori entro l’anno

di Simona Peselli
Il rendering dell’Accademia d’arte Scalabrino restaurata
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Il rendering dell’Accademia d’arte Scalabrino restaurata

Finanziati dal Credito cooperativo, costeranno un milione e mezzo. Le opere d’arte sono già state tutte restaurate

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MONTECATINI. Un milione e mezzo di euro per ricostruire l'Accademia d'arte Scalabrino. La cifra, stanziata dalla Banca di Credito Cooperativo di Montecatini e Bientina, servirà per riportare all'antico splendore La Villa delle Ortensie, la palazzina ottocentesca di viale Diaz.

Correva l'anno 1963 quando Dino Scalabrino, direttore sanitario della Società Terme, crea quello che per Montecatini, oltre che rappresentare un vanto a livello culturale ed artistico, si trasformerà in una cassaforte di beni di immenso valore. Famosi artisti nazionali e non solo cominciano a donare opere come dipinti e sculture. Ma anche appassionati d'arte e letteratura non restano indietro e affidano nelle mani dell’Accademia lettere di D'Annunzio, Puccini, Verdi, Leoncavallo. Quasi mille opere fra disegni, oli e sculture.

I nomi di quelli capaci di attirare appassionati da tutto il mondo: Schifano, Fattori, Bueno, Conti, Tamburi, Dalì, Mirò, Annigoni, Guttuso, Duprè. Persino il pianoforte di Giuseppe Verdi trova spazio nell’Accademia. Quattro piani di un concentrato di opere artistiche a disposizione di pubblico ed esperti.

Passano gli anni e qualcosa non va nel verso giusto. L'Accademia d'arte soffre insieme a Montecatini della crisi termale e viene individuato in Valerio Biscalchin l'uomo giusto per farla rinascere. Peccato che nel 2010, dopo una denuncia proprio del figlio di Dino Scalabrino, il direttore Valerio Biscalchin patteggia perché più di trenta opere sono misteriosamente sparite da Villa delle Ortensie.

Ed è nel 2011 che l'Accademia e tutti i suoi “gioielli” vengono ceduti a chi dovrà diligentemente custodirli, cioè alla Fondazione Credito Valdinievole.

«Le opere sono state tutte restaurate - assicura il presidente della Fondazione, Valentino Pieri - e si trovano nella sede del Credito Cooperativo. Entro fine anno sceglieremo fra i clienti della Banca le ditte che si occuperanno della ristrutturazione dell'edificio».

Ci sono voluti quasi sei anni per la burocrazia, ma soprattutto per il via libera della Sovrintendenza. «A rallentare tutto - spiega Valentino Pieri - soprattutto il progetto per il giardino esterno, che verrà ricreato come era stato progettato dall'architetto Pietro Porcinai».

Non resta che sperare che il 2017 porti a Montecatini almeno la ristrutturazione dell’Accademia d'arte Scalabrino, dal momento che a pagare stavolta sarà proprio una Banca.

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