Il presidio
Simone, maratoneta per un voto fatto
Ha cominciato a correre dopo aver superato un esame e ora arriva la prima vittoria internazionale
PONTE BUGGIANESE. Nello sport non tutto è figlio della programmazione quanto del caso. C è ad esempio chi diventa maratoneta per un voto fatto. È quanto è successo a Simone Ferrali, 24 anni da poco compiuti, di Ponte Buggianese, che da piccolo sognava di diventare un grande portiere di calcio. I mezzi tecnici e fisici non gli mancavano, oltre alla passione ed allo spirito di sacrificio, ereditato da papà Mauro, arcigno libero di scuola Montecatini.
Gli inizi sono incoraggianti ma a Castelfranco un brutto infortunio alla spalla gli fa mettere sogni e guanti in fondo ad un cassetto. Meglio pensare allo studio. Si iscrive a Scienze Politiche ed alla vigilia di un esame tosto, due anni fa , dice a se stesso «Se va tutto bene, corro la maratona di Firenze». E' ciò che avviene. Finisce esausto, segnando un tempo accettabile per un novizio. Ma la cosa importante è un’altra: ha capito che gli piace correre.
Non è come parare un rigore o togliere un pallone dal “sette”. E' una sensazione diversa, completa e più gratificante. Comincia ad allenarsi, da autodidatta, e a partecipare alle varie competizioni amatoriali in giro per la Toscana. La prima maglia è quella del Gp Massa e Cozzile. Arriva quasi sempre coi migliori però intuisce che, per migliorarsi, ha bisogno di qualcuno che lo guidi e si affida ad un guru del settore, il professore Vittoriano Brizzi. Le qualità professionali del tecnico pesciatino, le doti umane ed i modi paterni nello spiegare all'atleta come lavorare per progredire si sposano col carattere di Simone, bravo nel mettere in pratica gli insegnamenti del prof.
Di quanto il ragazzo corra bene se ne accorge il GP Parco Alpi Apuane, gruppo sportivo terzo nel settore in Italia, che gli chiede di vestire la maglietta biancoverde, e lui accetta. Nemmeno il recente trasferimento a Madrid per uno stage professionale riesce a frenare l'amore per la corsa del valdinievolino. Si allena alle 6 del mattino o all'ora di cena. Anzi è proprio nella capitale iberica che arriva la prima vera importante affermazione della sua carrriera. E' infatti questo giovanotto ad imporsi nella “Madrid Corre por la vida”, chiudendo i 10 chilometri del percorso spagnolo in 35'10".
«Non è semplice spiegare quello che ho provato - ha detto - specie dopo la fuga, andata a buon fine. Quello che non scorderò mai è il rumore del nastro al momento di tagliare il traguardo».
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