Verde pubblico a Montecatini, entro l’anno la nuova gestione
Alberi pericolanti: l’assessore ricorda che il piano di risanamento è stato rallentato dal ricorso al Tar degli agronomi
MONTECATINI. “Attenzione, caduta alberi (e rami)”. Forse dovrebbero essere installati dei cartelli con scritte di questo tenore, lungo viale Rosselli - diventato suo malgrado quasi un “simbolo” della situazione non del tutto rassicurante del verde pubblico cittadino - dopo quanto avvenuto sabato sera, 19 novembre, quando un grosso ramo si è staccato dal tronco andando a sfiorare un passante. Episodio che va ad aggiungersi a quello del platano venuto giù tutto intero a inizio ottobre nei pressi dell’incrocio con viale Simoncini, “adagiandosi” su tettino di un Suv Bmw in sosta davanti al bar Biberon.
Un po’ d’ironia, quella dei cartelli, per fare il punto su una situazione che, per la verità, è invece abbastanza seria: quella della manutenzione dell’enorme patrimonio verde della città. Una situazione, diciamo così, statica, ma non immobile. Nel senso che il Comune se ne sta occupando ma ci sono stati ostacoli che ne hanno rallentato l’azione. E proprio per fare il punto sullo “stato dell’arte” abbiamo interpellato l’assessore ai lavori pubblici, Franco Pazzaglini. Al quale, in primo luogo, domandiamo a che punto è il censimento del verde pubblico che era stato avviato dal suo predecessore, Leonardo Magnani.
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«Il mandato di effettuare una ricognizione del verde affidato all’Università di Pisa - ricorda Pazzaglini - come è noto è stato stoppato dal ricorso al Tar da parte dell’ordine degli agronomi della provincia di Pistoia, che aveva contestato i termini dell’assegnazione. Da Pisa nel frattempo era stata inviata una relazione conoscitiva, che è stata integrata poi dallo studio eseguito da un agronomo a cui abbiamo dato incarico in aprile, per quanto riguarda la situazione in pineta. Ci si ricorderà, infatti, dei cartellini numerati che sono stati posti su tutte le piante del parco termale: bene, sono la conseguenza di quel lavoro».
«Nel frattempo - prosegue Pazzaglini - si è svolta la gara di appalto per l’affidamento del verde pubblico ai privati, ed entro un mese ci sarà l’assegnazione. Nelle more del contratto contiamo di inserire anche l’incarico del censimento sulla salute del patrimonio arboreo».
Ma per il problema delle piante pericolose lungo le strade, l’assessore ricorda che «il “vecchio” gestore, la cooperativa Co&So (il cui mandato è scaduto a settembre, ma che continua ad operare fino all’avvicendamento con il vincitore del bando), sta concludendo i lavori concordati a suo tempo. E come amministrazione comunale abbiamo dato incarico ai nostri operai di iniziare l’abbattimento degli alberi già riconosciuti come pericolosi per l’incolumità pubblica (perché instabili, o in diversi casi completamente marci all’interno). Sono una ventina quelli per i quali si è già decretata la fine».
Insomma, il lavoro di messa in sicurezza del verde cittadino impegna su più fronti un Comune storicamente già ricco di parchi e di viali alberati, e che dal 2014 ha visto poi moltiplicarsi di colpo l’area da curare a seguito dell’acquisto della pineta dalla Società Terme. Di qui l’esigenza di doversi dotare di un censimento dettagliato del verde, cui far seguire un piano di interventi suggerito dagli esperti, sfociata appunto nell’incarico che venne affidato dall’ex assessore Magnani all’Università di Pisa. Ma il ricorso al Tar degli agronomi ha, come detto, rallentato questo percorso.
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