Il presidio
Il colpo al rappresentante frutta 50mila euro
L’uomo di Buggiano Castello è stato aggredito davanti all’abitazione di un amico orafo ad Altopascio a sua volta picchiato con delle spranghe
ALTOPASCIO. È ricoverato in terapia sub-intensiva dell’ospedale San Luca con nove punti di sutura in testa e altri accertamenti sanitari da eseguire (la prognosi al momento è di trenta giorni) una delle vittime dell’aggressione avvenuta mercoledì sera alle 20.15 in via Regione Emilia ad Altopascio che ha fruttato ai due banditi la valigetta-campionario con all’interno monili e oggetti in oro per un valore di cinquantamila euro. Si tratta di Edoardo Lupori, 62 anni, titolare di un’attività orafa e che stava attendendo il suo rappresentante, Antonio Disperati, 56 anni, residente a Buggiano Castello e già vittima il 29 aprile 2015 di un episodio analogo di rapina avvenuto di sera praticamente davanti alla sua abitazione. Proprio per quel motivo il portavalori aveva deciso di consegnare il campionario all’amico che lo avrebbe poi chiuso nella cassaforte di casa.
Ferito alla testa. È la moglie di Luperi che, raggiunta telefonicamente, spiega quanto è accaduto: «Mio marito è stato colpito ripetutamente da due banditi con il volto coperto da passamontagna e armati di spranga. Era uscito di casa dopo aver sentito le grida d’aiuto del rappresentante che doveva consegnargli la valigetta con i preziosi provenire dalla strada. Ha cercato di difendere l’amico con un gesto di grande generosità. Ma quei malviventi l’hanno ferito a colpi di spranga in testa tanto che i medici del San Luca gli hanno applicato nove punti di sutura e hanno preferito trattenerlo per un paio di giorni in ospedale. Edoardo non sta ancora bene. Durante i pochi istanti in cui è avvenuta la colluttazione non hanno proferito parola».
È invece già stato medicato in ospedale e subito dimesso il rappresentante orafo di Buggiano Castello che se la caverà in sette giorni per ferite riportate agli arti superiori e a un braccio. È stato sentito dai carabinieri di Altopascio giunti sul posto subito dopo l’aggressione. Ma in considerazione della rapidità della rapina, del travisamento del banditi e del luogo sprovvisto di punti luce dove è stato commesso il reato non ha saputo fornire elementi decisivi ai fini investigativi.
I fatti. I banditi gli hanno teso una vera e propria imboscata. Un colpo studiato nei minimi dettagli da persone che conoscevano luoghi e abitudini e che probabilmente pedinavano il portavalori da tempo. L'allarme è scattato quasi subito dopo la rapina consentendo ai militari di Altopascio di arrivare in pochi minuti in via Regione Emilia. Nel frattempo sono stati allestiti posti di controllo in tutta la Piana, ma dei malviventi non è stata trovata traccia.
L’ultimo precedente. L’ultimo portavalori rapinato nella zona risale al 15 ottobre 2015. Accadde a Montecarlo e la banda bloccò l’auto del portavalori sottraendo il campionario con monili per 70mila euro.
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