Il presidio
Terme di Montecatini, cordata Usa interessata anche ad alcuni alberghi
Gli imprenditori a stelle e strisce in concorrenza con cinesi e giapponesi per l’acquisizione della Spa
MONTECATINI. Americani, cinesi, giapponesi, svizzeri (ma poi si è scoperto che, in realtà, dietro il fondo d’investimento c’era un gruppo del Sud Italia). Ormai è assodato che Montecatini e le sue Terme hanno risvegliato l’interesse (che sembrava da tempo sopito) da parte di potenziali investitori. Lo aveva detto nei giorni scorsi l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni («Una decina di soggetti si è affacciata in Palazzina Regia per informarsi su una possibile acquisizione della società, segno che le Terme mantengono intatto il loro appeal nonostante ci sia chi si diverte a chiamare Striscia»), e lo ha ripetuto giovedì in commissione partecipate l’amministratore unico della società Carlo Brogioni («Le manifestazioni d’interesse sono attese per la fine del mese, con soggetti interessati sia all’acquisizione diretta dei beni aziendali che delle quote azionarie dei soci»). L’accordo di riservatezza firmato ha impedito allo stesso Au di rivelare i nomi degli imprenditori coinvolti (e tra questi anche chi sembra sia rimasto “folgorato” dalle Leopoldine, potenzialmente in grado di attrarre, a suo dire, 200mila persone), ma qualche notizia è comunque trapelata.
Non sappiamo se i “folgorati” sulla via delle Terme siano di nazionalità americana, ma si sa con certezza, lo ha detto il sindaco Giuseppe Bellandi in commissione, che gli imprenditori a stelle e strisce sono interessati anche ai «nostri alberghi». Da noi contattato, Bellandi conferma l’interesse e dice che «il gruppo ha in mente di realizzare un progetto per la città e questo presuppone un piano di sviluppo sia nel settore alberghiero che in quello termale».
E altri soggetti avrebbero messo nel mirino le Terme: a breve distanza l’uno dall’altro hanno infatti fatto visita a Montecatini due realtà di notevole importanza, entrambe provenienti dall’estremo Est. Del primo già si sapeva: la delegazione arrivava da Tengchong (regione dello Yunnan, dove sono presenti strutture termali di origine vulcanica), ma il sindaco aveva negato che avessero parlato di investimenti diretti sulle Terme. Il secondo è invece una sorpresa.
«Una decina di giorni fa – dice Bellandi – sono tornati a trovarci rappresentanti dell’azienda giapponese Mtg, quella che produce la linea cosmetica con le nostre acque e i nostri fanghi, di cui è testimonial Madonna. Ci hanno chiesto di fare un accordo istituzionale in vista del futuro arrivo dei prodotti anche in Europa. Se abbiamo parlato anche di Terme? Beh, loro hanno sicuramente a cuore che tutta la città funzioni bene…».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
