Il Tirreno

Montecatini

Una statua in ricordo del sacrificio di Pilù

di Martina Trivigno
Una statua in ricordo del sacrificio di Pilù

Sarà eretta lungo il parco fluviale dal Comune di Pescia che ha annunciato anche l’intenzione di costituirsi parte civile

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PESCIA. Chiunque attraverserà il Parco fluviale di Pescia non potrà non rivolgere un pensiero a lei. Perché Pilù, la Pinsher nana seviziata e uccisa nel maggio dello scorso anno, è ormai diventata un simbolo di opposizione ad ogni forma di abuso e violenza. E una statua a lei dedicata sorgerà proprio nel punto in cui, ieri pomeriggio, centinaia di persone si sono radunate per gridare a gran voce la propria contrarietà nei confronti di qualsiasi forma di maltrattamento degli animali. Ma anche per dire basta ai soprusi e alla violenza in ogni sua forma.

È stata una manifestazione pacifica, quella organizzata dai Comuni di Pescia e Uzzano. Che ha visto arrivare, da tutta Italia, associazioni di animalisti ma anche semplici cittadini, rimasti profondamente colpiti dalla triste storia di Pilù. Rabbia, indignazione ma sopratutto volontà di non voltarsi dall'altra parte, fingendo che la vicenda non sia mai accaduta: questi gli stati d'animo predominanti nel corso dell'iniziativa. «In ogni comunità - ha esordito il sindaco di Pescia, Oreste Giurlani - il rispetto delle regole e la pacifica convivenza sono fondamentali. Chiediamo giustizia per la piccola Pilù e, intanto, il Comune ha avviato le procedure per costituirsi parte civile. Chi ha compiuto questo terribile atto, pur vivendo qui, non può essere considerato un cittadino della nostra città, in cui si punta al rispetto delle persone ma anche degli animali».

Numerose le associazioni animaliste presenti - Liv Toscana, Leal Nazionale, Rifugio Onlus Lamporecchio, Canile Hermada Montecatini, Sopra la Panca di Monsummano - tra cui anche Fae Italia Polo Giuridico che, il 27 settembre scorso, ha pubblicato per la prima volta, sulla sua pagina Facebook, il video (poi rimosso a causa della crudezza delle immagini) che mostrava le terribili sevizie subite da Pilù. «Quando abbiamo ricevuto il video - racconta il delegato, Rino Campobassi - abbiamo immediatamente sporto denuncia al Corpo forestale dello Stato. All’inizio abbiamo riflettuto molto se fosse giusto o meno renderlo pubblico. Ma poi non abbiamo avuto più dubbi: la pubblicazione del video era necessaria per smuovere le coscienze. E se non lo avessimo fatto, probabilmente oggi non saremmo qui. La morte di Pilù, anche se triste, non è stata vana».

Da Roma, invece, dopo un lungo viaggio, sono arrivati a Pescia anche gli Animalisti italiani Onlus. «Pescia non è Sangineto - ha detto il presidente Valter Caporale - ed oggi vogliamo chiedere una condanna generalizzata e incondizionata, una pena esemplare. Lo dobbiamo a tutti quegli animali uccisi crudelmente. Come Angelo, vittima, in Calabria, di una violenza gratuita e sadica. Lui, proprio come Pilù, mentre spirava, ha continuato a scodinzolare, senza mai gemere». Poco lontano dal corteo, la piccola Lavinia, 9 anni, osserva attenta quello che le accade intorno. Quando le chiediamo perché sia lì, insieme alla sua mamma, tra tutta quella gente sconosciuta, non risponde ma ci mostra un cartello, che cita una nota frase del Genio di Vinci che dice: “Saremo civili quando daremo alla morte di un animale la stessa importanza che diamo a quella di un uomo”. E proprio per dimostrare il valore di una vita, anche se piccola - ma non per questo meno importante - in tanti si sono ritrovati al Parco fluviale di Pescia.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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