Il presidio
Insulti ai vigili urbani su Facebook, denunciati
I due avevano postato una foto degli agenti durante un controllo in centro a Montecatini, a cui erano seguiti commenti offensivi. "Rischiano fino a tre anni di reclusione"
MONTECATINI. In inglese si chiamano “haters”. Coloro che odiano, in una traduzione un po’ forzata. Chi commenta, esprime le proprie opinioni sui social, in maniera offensiva quando non verbalmente violenta. Un fenomeno dilagante, facilitato dal fatto che tutto avviene attraverso una tastiera, con davanti solo lo schermo di un computer. O di un tablet o un cellulare.
Le frasi offensive e la foto pubblicata su Facebook senza l’autorizzazione dei diretti interessati costano una denuncia per diffamazione e violazione della privacy a due uomini, residenti in Valdinievole. Utenti della rete che, due settimane fa, hanno espresso in maniera, definiamo colorita, il loro parere su Facebook.
A sporgere denuncia la Polizia municipale di Montecatini. La comandante, Michela Cupini, ha già convocato i due utenti e sta per inoltrare gli atti alla procura della Repubblica.
Ma cos’è successo? «Due domeniche fa - spiega Cupini - ho mandato due miei agenti, un vigile e una vigilessa, a fare un controllo in centro. Avevamo ricevuto una segnalazione. Sono stati fotografati, messi su Facebook, e da lì si sono susseguiti commenti sfociati, in alcuni casi, in insulti. Nonostante fosse stata scattata in un luogo pubblico, poi, nessuna richiesta di poter divulgare la foto sui social era stata espressa ai miei agenti».
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Un’attività commerciale di corso Matteotti, in pieno centro, «stava pubblicizzando un prodotto. E aveva allestito un piccolo spettacolo con musica», spiega Cupini. La Municipale era andata a controllare che tutti i requisiti di legge previsti in questi casi fossero rispettati.
Il controllo non è passato inosservato. Qualcuno ha fotografato i due vigili e li ha messi in rete. Si sono susseguiti commenti poco benevoli sui dipendenti pubblici, sulla morte delle attività commerciali, e anche insulti. Un profluvio di parole (a corredo di una foto scattata all’insaputa dei due) che ha convinto la comandante della Municipale ad agire. «I reati - spiega - sono già stati contestati ai diretti interessati. In base a quanto previsto dal decreto legislativo 196 del 30/6/2003 e all’articolo 593 del Codice penale, rischiano fino a un massimo di tre anni di reclusione».
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