Il Tirreno

Montecatini

Ferito con il collo di bottiglia nella Kartos

di David Meccoli
Alcuni giacigli rinvenuti dall'interno della ex Kartos di via Tevere (Foto Nucci)
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Alcuni giacigli rinvenuti dall'interno della ex Kartos di via Tevere (Foto Nucci)

L’aggressore arrestato dalla Polizia, ma la rapina fa scoprire la presenza nell’ex fabbrica di immigrati senza dimora

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MONTECATINI. Rapina un senzatetto che, come lui, aveva trovato un giaciglio di fortuna all’interno dell’ex fabbrica Kartos di via Tevere. Da tempo erano stati segnalati movimenti strani nei pressi del vecchio immobile di via Tevere, ormai abbandonato da anni. Ma alcuni sopralluoghi fatti nei mesi scorsi - anche in vista dei lavori di smantellamento e rimozione di alcune coperture e manufatti in cemento amianto - avevano dato un esito negativo a tali segnalazioni. Era stato l’assessore ai lavori pubblici Franco Pazzaglini a dirci di essere entrato nel fabbricato, insieme ad alcuni tecnici del Comune e ai vigili urbani, e di non aver notato niente che potesse ricondurre a presenze stanziali nell’edificio.

Ma si era in piena estate: ora la temperatura, soprattutto la notte, è iniziata a calare e forse qualcuno (ma anche più di “qualcuno”, visto il racconto della polizia e la nostra diretta esperienza) ha pensato di cercarsi un posto più “accogliente” dove ripararsi. Al primo piano della storica fabbrica, di fianco ai vecchi uffici amministrativi - accedendo agevolmente dal lato di via Volturno, attraverso una delle tante aperture fatte alla rete perimetrale - ci si imbatte in materassi, vestiti, scarpe, sedie, sacchetti e cumuli di rifiuti e sporcizia. Segnali inequivocabili di diverse presenze umane.

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È in questo contesto che è maturata l’aggressione che ha visto protagonisti due giovani di origine marocchina. La vittima, un uomo di circa 30 anni, stava dormendo, quando (poco prima delle 8 di giovedì mattina) si è accorto che qualcuno gli stava frugando nelle tasche dei pantaloni. Si è svegliato di soprassalto e ha notato che un suo compagno di sventura, un connazionale di 28 anni, gli aveva sottratto il portafogli (che poi si scoprirà contenere oltre 100 euro). Ha quindi reagito e ne è nata una colluttazione. L’aggressore non ha esitato a prendere il collo di una bottiglia rotta e a difendere il “bottino” rubato, fendendo colpi che hanno ferito l’altro agli arti superiori (soprattutto un taglio a un braccio risulterà poi essere di notevole profondità).

In difesa della vittima hanno provato a intervenire anche altri senzatetto, ma pure loro sono stati tenuti a distanza dalla bottiglia impugnata come un’arma dal ventottenne, tanto che altri due sono stati poi costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso di Pescia. Il derubato ha anche provato a chiamare con il telefonino il 113, ma l’aggressore glielo ha impedito gettandoglielo a terra.

Alla fine la richiesta di aiuto alla polizia è arrivata. «All’altro capo del telefono – dice la dirigente del commissariato Mara Ferasin – c’era uno straniero che piangeva e che cercava di raccontare a stento l’accaduto. La volante è riuscita comunque a individuare il luogo dell’aggressione, visto che la zona sud della città è tenuta costantemente sotto controllo dal nostro personale, dove ha prima trovato l’uomo ferito e poi rintracciato l’aggressore, che era rimasto nei paraggi».

Per quest’ultimo, già conosciuto dalle forze dell’ordine, è scattato l’arresto: rapina, lesioni e minacce sono i capi d’imputazione a suo carico. Si tratta di un immigrato irregolare che già in una precedente occasione non aveva rispettato l’intimazione notificatagli dal prefetto di lasciare l’Italia. L’arresto è stato convalidato e ora il 28enne si trova in carcere a Pistoia.

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