Il Tirreno

Montecatini

Sit-in continuo alla casa dell’aguzzino

di Luca Signorini
Sit-in continuo alla casa dell’aguzzino

Decine di persone indignate presidiano la via da martedì sera. Perquisita l’abitazione, ma il giovane si è allontanato

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PESCIA. L'aguzzino ha lasciato la sua abitazione. Se n'è andato fuori città, fuori provincia. Chi dice in Sicilia, chi nel napoletano. Si è forse reso conto di ciò che ha fatto, anche se con evidente ritardo: il video che lo ritrae martoriare a morte Pilù, un cagnolino di razza Pinscher di proprietà della famiglia della sua ex fidanzata, è del maggio 2015. Ma solo da un paio di giorni gira su internet, e ha sollevato rabbia, indignazione, dolore. Accerchiato dall'odio, l'uomo, sui venticinque anni, che è stato denunciato in stato di libertà, ha deciso di trasferirsi altrove, scappare dal suo appartamento di Pescia, che dalla giornata di martedì è presidiato dalle forze dell'ordine (polizia e carabinieri) e da un sit-in spontaneo e continuo di tanti cittadini, che dopo essere rimasti sbigottiti di fronte a quelle immagini hanno iniziato una forte mobilitazione, nella speranza di incontrarlo e urlargli forte il loro disprezzo. In molti si danno il cambio durante il giorno, e in centinaia si radunano alla sera. Qualcuno, i soliti esagitati, avrebbe anche danneggiato l’auto del giovane.

È come una caccia all'uomo: su Facebook è nata una pagina per ritrovarlo, che ha già oltre 2.000 sottoscrizioni. Mentre ha superato le 40.000 firme la petizione lanciata online sul sito specializzato change.org. Ieri mattina il Corpo forestale ha anche perquisito l'abitazione del giovane.

E intanto vengono fuori ulteriori dettagli sulla vicenda. Perché in procura a Pistoia già da tempo è aperto un fascicolo nei suoi confronti: maltrattamento e uccisione di animale le ipotesi di reato. Si andrà con tutta probabilità a sicura condanna: il video ora pubblico (anche se quasi subito rimosso dai social network per la sua brutalità) rappresenta una prova schiacciante. L'uomo si vede nitido in volto, e si vedono le sevizie, le botte, l'accanimento contro un piccolo e indifeso cagnolino, che è poi morto circa dieci ore dopo quei maltrattamenti. Il caso è diventato nazionale, e le telecamere stanno arrivando in città per raccontare un nuovo orrendo episodio che ha come vittima un povero animale. Così Pescia tira fuori gli artigli, si batte per condannare il gesto, per chiedere che venga fatta giustizia.

È stato il sindaco Oreste Giurlani a lanciare la grande manifestazione: il corteo si terrà sabato con ritrovo alle 15 al muretto "immagini cani" lungo il fiume Pescia, vicino alla passerella Sforzini. Si attendono migliaia di persone, con l'adesione delle associazioni di animalisti (Liv Toscana, Leal Nazionale, Rifugio Onlus Lamporecchio, Fae Italia Polo Giuridico). Associazioni che hanno già annunciato di costituirsi parte civile nel procedimento a carico del venticinquenne, e che ribadiscono: "No insulti, no minacce, no offese, e lasciamo che sia la giustizia a condannarlo". Ma le iniziative proseguiranno: in fase organizzativa c'è anche una fiaccolata che si dovrebbe tenere a Pescia nel primo fine settimana di novembre oppure in quello successivo. Che la legge faccia il suo corso, ma nessuna azione dimostrativa, nessuna ritorsione. No alla violenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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