Il presidio
Quei clan virtuali che esortano alla violenza
PESCIA. «Le persone iniziano ad occuparsi di qualcosa quando questa entra nella sua rete di fenomeni». A parlare è Filippo Buccarelli, docente di sociologia all'Università di Firenze e responsabile...
PESCIA. «Le persone iniziano ad occuparsi di qualcosa quando questa entra nella sua rete di fenomeni». A parlare è Filippo Buccarelli, docente di sociologia all'Università di Firenze e responsabile scientifico di PoieinLab a Pistoia, a cui abbiamo chiesto un parere sulla reazione dell'opinione pubblica al caso di Pilù, la cagnolina seviziata e uccisa a Pescia. «Si sta sviluppando un sistema - spiega il professore -che include, al suo interno, sempre di più il mondo animale. E proprio questa sensibilità, molto diversa, ad esempio, rispetto a quella di cinquant'anni fa, marca un diverso livello di consapevolezza nelle persone». «Gli animali, poi - continua - non hanno la parola e proprio questa loro mancanza di un linguaggio significativo verbalizzabile li rende, ai nostri occhi, maggiormente dipendenti dalla nostra responsabilità». Un forte senso di protezione e difesa che scaturisce, a volte, anche in prese di posizione importanti, come il sit-in sotto casa dell'aguzzino della cagnolina. «Sono da sempre un amante degli animali - spiega - e l'episodio di violenza ha sconvolto anche me. Tuttavia ho osservato che, sui social network, si è sviluppata una vera e propria istigazione alla violenza nei confronti del 27enne. Questo perché internet crea legami, ma libera anche gli istinti. Da dietro un computer, infatti, si ha meno remore perché si crea una prossimità emotiva molto vicina. Una clan virtuale, supportato da likes e commenti che esortano, tutti insieme, alla violenza». (m.t.)
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