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Montecatini

In coda per acquistare le Terme di Montecatini

David Meccoli
In coda per acquistare le Terme di Montecatini

Una decina le aziende interessate. L’assessore Fratoni: «Non cederemo Tettuccio e Redi, e le Leopoldine vanno completate»

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MONTECATINI. Una privatizzazione che prescinda però dagli stabilimenti che già oggi producono reddito (Tettuccio e Redi) e che presuppone precise condizioni, la maggiore delle quali contempla l’impegno a completare il complesso Leopoldine. L’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni detta le prossime mosse che vedranno la Regione cercare la via del rilancio delle Terme e rivela che, al di là di facili ironie o rassegnazione di maniera, ci sono diversi gruppi (anche internazionali) pronti a investire sulla società di viale Verdi.

Si parte con lo strumento attraverso il quale la Regione si sta occupando delle “sue” Terme. «A Firenze – dice Fratoni – stiamo predisponendo il nuovo Defr (Documento di economia e finanza regionale, ndr), dove saranno confermate le linee guida già previste dal decreto Madia e cioè il piano di dismissioni delle società partecipate dal pubblico».

Ma stavolta, spiega l’assessore, sarà tracciato un vero e proprio percorso da seguire assieme al Comune. «L’operazione che prospettiamo dovrà essere una grande opera di valorizzazione delle città termali, a Montecatini come a Casciana o a Chianciano. Tutti casi in cui le Terme rappresentano la storia e l’identità stessa del territorio». Un percorso che Fratoni inizia a spiegare nel dettaglio e dove, per la prima volta, si mettono dei paletti. «L’idea – spiega – è di dismettere la proprietà dell’azienda, con l’opzione però di mantenere a in mano pubblica il possesso delle strutture già inserite nel servizio sanitario regionale, come il Tettuccio e le Redi».

Non solo, in questo contesto vengono poste anche delle condizioni. «Nello stesso momento in cui procederemo con la dismissione, e proprio in virtù del fatto che andremo a vendere un pezzo importante della città – dice l’assessore – vogliamo che il potenziale soggetto subentrante assicuri un generale progetto di rilancio dell’azienda e di riqualificazione di Montecatini, a partire dal completamento della piscina alle Leopoldine».

Ma esiste davvero chi ha intenzione di investire sulle nostre Terme? Da tempo si fanno i nomi di gruppi italiani (Quadrio Curzio, attivo dal 1982 e titolare, a oggi, già di otto centri benessere sparsi in tutta Italia), ed esteri (soprattutto cinesi e americani), in parte però frenati dal fatto che la proprietà (Comune e Regione) non avrebbe concesso una “investitura” ufficiale per trattare ad alcuni intermediari locali. «Una decina di soggetti – rivela Fratoni – si è affacciata in Palazzina Regia per informarsi su una possibile acquisizione della società, segno che le Terme mantengono intatto il loro appeal nonostante c’è chi si diverta a chiamare Striscia la notizia. Ma, lo ripeto, nella scelta valuteremo attentamente la progettualità proposta»

Prosegue intanto a pieno ritmo la valutazione delle manifestazioni d’interesse pervenute in azienda circa la cessione del pacchetto “Gestioni complementari” (stabilimento Torretta, tennis club e campo pratica golf). «L’amministratore unico – conclude Fratoni – incontrerà i tre soggetti interessati (si parla delle Terme di Acqui, di Apam Spa e degli attuali gestori del tennis club, ndr) e insieme sceglieremo la proposta migliore per l’alienazione di questi fabbricati non strategici. Ciò consentirà alla società anche di vivere con maggior serenità questa complessa fase di passaggio».

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