Il Tirreno

Montecatini

Cagnolino seviziato a morte

di Luca Signorini
Cagnolino seviziato a morte

Raccolte 5.000 firme dopo il terribile filmato su Facebook di un giovane di Pescia, ora denunciato

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PESCIA. Se la prende con un povero cagnolino. Debole, indifeso, inerme. Pare per una ripicca nei confronti della sua ex. Giustificazione assurda. Tre minuti scarsi di odio. Un video inchioda l'animale, che nel caso specifico ha le fattezze di un essere umano. Che di umano ha davvero poco o nulla. La bestiolina, una femmina di razza pincher, è acquattata rasente il muro. Orecchi bassi, occhi che strillano aiuto. L'uomo, un giovane sui 25 anni residente a Pescia, posiziona la videocamera e si avvicina. Afferra il segugio per la coda, lo sbatte uno, due, tre volte contro la parete. Sevizie atroci, crude, tremende. Ma il peggio viene dopo. Il cane è impietrito, non si muove. Il farabutto pensa di giocare e infierisce, percuote ancora il piccolo pincher di 18 mesi. E lo sevizia. Scene orrende, che non si possono descrivere. Immagini che lasciano attoniti.

La vittima a quattro zampe non guaisce neppure, ha perso la voce. Il suo aguzzino la sferza anche con schiaffi e pugni. Il cagnolino oggi non c'è più, è spirato circa una decina di ore dopo quel video, che risale al maggio 2015. E che nella giornata di lunedì è apparso su internet, e ha sollevato indignazione, rabbia, dolore. Il suo contenuto, ora rimosso dai principali social network per la sua brutalità, è a disposizione dei carabinieri dopo la querela presentata dalla proprietaria dell'animale.

Il delinquente, la cui abitazione è guardata a vista dai carabinieri di Pescia anche per evitare qualsiasi forma di ritorsione nei suoi confronti, è stato denunciato in stato di libertà per uccisione di animale, reato che prevede la reclusione da 4 mesi a 2 anni (articolo 544-bis del codice penale).

Liv Toscana, Leal Arezzo e Fae Italia Polo Giuridico, associazioni di animalisti, hanno già annunciato che si costituiranno parte civile in un eventuale processo al tribunale di Pistoia. «Pescia non vuole diventare un'altra Sangineto (dove un cane è stato torturato e ucciso da quattro ventenni, ndr)», dice Giulia Fiori della Liv. Un Comitato cittadino è in fase di costituzione per lo stesso scopo: «Siamo tutti indignati, vogliamo muoverci in un modo o nell'altro per far sì che la giustizia faccia il suo corso e punisca veramente questa persona, per far sì che questa storia non finisca nel dimenticatoio».

E una petizione è stata lanciata su change.org nella mattinata di ieri: già dopo poche ore aveva superato quota 5.000 firme. Si legge: «Non può essere in libertà un "uomo" che sevizia un essere indifeso per ragioni amorose. Le persone come lui devono pagare ed essere condannate. Firmate questa petizione numerosi, perché questa persona paghi per ciò che ha fatto e tutto quello che potrà fare in futuro ad altri animali, compresi quelli che custodisce in casa sua. Potrebbe essere socialmente pericoloso anche per le persone». Una dura condanna è arrivata anche dal sindaco Oreste Giurlani. E a Pescia si sta cercando anche di organizzare una manifestazione, forse una fiaccolata, un corteo funebre in ricordo del cagnolino, per chiedere che venga fatta davvero giustizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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