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Montecatini

Rfi contro la sopraelevata: "La scelta migliore è a raso"

di Gianni Tacchi
Il cantiere del raddoppio della ferrovia a Serravalle aperto lo scorso maggio (foto Gori)
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Il cantiere del raddoppio della ferrovia a Serravalle aperto lo scorso maggio (foto Gori)

L’ad Gentile frena l’ultima idea sul secondo lotto di lavori tra Montecatini e Lucca: «Non ci convince ma ne parliamo, se l’avessimo saputo prima... Interrata? No»

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PISTOIA. Primo: «Il progetto della ferrovia sopraelevata è piena di difficoltà, nessuno mi aveva mai fatto una richiesta del genere». Secondo: «Costa decisamente di più rispetto a quella a raso, comporta la chiusura di quel tratto di linea per circa tre anni e ovviamente allunga le tempistiche dei lavori». Terzo: «Ci sarebbero da valutare l’impatto ambientale, il cambiamento dello skyline e il rumore, tre aspetti che forse qualcuno sottovaluta...». E infine la sintesi che sottolinea la posizione della Rfi, la Rete ferroviaria italiana: «Se l’idea della sopraelevata fosse stata quella iniziale, non ci saremmo tuffati in questa avventura». È chiara la posizione di Maurizio Gentile, l’amministratore delegato della Rfi, sul raddoppio della ferrovia - ora a binario unico - tra Montecatini e Lucca.

Si tratta del secondo lotto di una rivoluzione attesa da tempo, mentre il primo - tra Pistoia e Pieve a Nievole - è già stato approvato e infatti i lavori sono in corso. «Nonostante le perplessità - ha aggiunto l’ad della Rfi durante la seconda e ultima giornata della Festa regionale dell’“Avanti!”, lo storico quotidiano socialista, che è andata in scena ieri all’Artemura residence di Pistoia - legate a questa eventuale struttura lunga un chilometro e mezzo e alta come una palazzina di quattro piani, stiamo discutendo sulla fattibilità senza imporre nulla, anche perché manca una posizione definitiva su questa seconda parte di lavori».

Tra la ferrovia a raso in superficie, la prospettiva iniziale, e quella sopraelevata, sostenuta anche da alcuni comitati di cittadini, c’è anche l’opzione di una linea sotterranea. Anzi, c’era, perché Gentile ha spiegato che «siamo davanti a qualcosa di impossibile, dato che il sotto-attraversamento pone problemi idraulici per la mobilità della falda sotterranea di Montecatini, con ricadute sul territorio difficili da prevedere». E così resta davanti l’idea della ferrovia a raso, un investimento da circa 235 milioni di euro che comprende anche l’eliminazione di tre passaggi a livello a Montecatini (225, invece, quelli spesi per il primo lotto). Ma qui c’è l’opposizione di tanti cittadini, presenti anche all’Artemura.

«Con la Rfi non c’è niente di pubblico - ha urlato una signora - mentre la Regione ci spara progetti senza senso come questo. Insomma, l’omertà è totale». «Viste tutte queste polemiche - ha sottolineato Riccardo Nencini, vice-ministro alle infrastrutture e ai trasporti, padrone di casa al dibattito di Pistoia come segretario nazionale del Psi - bisogna chiarire che cambiare i programmi in corsa comporta sia rallentamenti per i lavori, con disagi per le persone stesse, che aumenti a livello economico, con nuove risorse da trovare».

Critiche per il tratto Montecatini-Lucca, ma anche a Pieve a Nievole, dove anche lì qualcuno sperava in una sopraelevata. Ma niente, la ferrovia sarà in superficie. «Fino a Montecatini - ha chiarito Gentile durante il confronto coordinato da Francesco Giorgi, vice-segretario regionale del Partito socialista italiano - le opere sono già state appaltate e i lavori sono in corso, quindi potranno essere fatti solo alcuni miglioramenti accessori». E intanto le polemiche continuano.

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