Italia
Dopo la rissa nasce un comitato sulla sicurezza
Sabato 22 a Chiesina un raduno in piazza dei residenti. Il sindaco Borgioli interviene sull'aggressione
CHIESINA UZZANESE. Un comitato sulla sicurezza in Valdinievole. Potrebbe costituirsi, già nelle prossime settimane, ad opera di alcuni cittadini di Chiesina Uzzanese, teatro - domenica 16 ottobre - di un brutto fatto di cronaca, che al di là della rabbia e dello sgomento ha fatto emergere con forza un “problema sicurezza” tra i residenti del piccolo comune del pistoiese. Una rissa all'interno di una pizzeria, conclusasi con l'aggressione fisica e verbale alla titolare. La percezione diffusa in paese non è però quella dell'episodio isolato ad opera di un folle, bensì di una situazione di degrado, che nel tempo rischia di degenerare e di non far sentire più nessuno “sicuro a casa sua”. Con una nota ufficiale alla stampa, l'amministrazione comunale ha espresso «la sua estrema vicinanza ai titolari del locale» ma al contempo ha puntualizzato che «questi fatti non fanno parte dell'identità di Chiesina Uzzanese e i contatti con le forze dell'ordine del territorio sono pressoché giornalieri».
La percezione dei cittadini, o almeno di una buona parte di essi però è sostanzialmente difforme. Già all'indomani del fatto, sui social network e per le strade del paese si è innescato un fitto dibattito, che al di là di quanto accaduto domenica scorsa intendeva mettere in evidenza che da diverso tempo ci sono problemi di ordine pubblico a Chiesina per cui «oggi a te, domani a me, nessuno si può sentire escluso».
Sul gruppo Facebook “Sei chiesinese se...” in queste ore si sta organizzando un raduno per sabato 22 nella piazza del paese per solidarizzare con la famiglia titolare della pizzeria. «Ma l'idea - spiegano alcuni residenti - è quella di organizzare entro il mese un evento più grosso, in grado di sensibilizzare sul problema della sicurezza cittadina, e non è esclusa la costituzione di un comitato sulla sicurezza». Ma cosa fa paura? Qualcuno punta il dito contro i nomadi, qualcun'altro parla di microcriminalità, una cosa è certa: via del Popolo - dove i fatti sono avvenuti - per tutti i paesani “la ruga” non è più quella di un tempo, in cui si potevano lasciare liberi i bambini di scorrazzare in mezzo alla strada in tutta tranquillità, ma è diventata un «posto pericoloso per via delle persone che la frequentano».
A tal proposito il sindaco Marco Borgioli ha detto: «In questi giorni abbiamo deciso di non intervenire pubblicamente, ma di valutare nelle sedi opportune in maniera concreta anche se meno appariscente ciò che è possibile fare per dare una risposta seria ed istituzionale, per tutelare la famiglia offesa e per evitare di interferire con le indagini. Nello specifico le persone in questione non sono residenti nel nostro comune e quindi non hanno goduto delle tante agevolazioni che riserviamo ai nostri cittadini meno abbienti. In questi ultimi anni abbiamo investito molto per la sicurezza con un aumento delle telecamere presenti sul territorio e uno stimolo costante per la presenza continua delle forze dell'ordine e di associazioni che con queste collaborano».
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