Il Tirreno

Montecatini

Tredici migranti ospitati a Villa Bonadea sul San Baronto

Tredici migranti ospitati a Villa Bonadea sul San Baronto

La struttura ricettiva è stata trasformata in Centro di accoglienza straordinaria e i giovani sono arrivati già da alcuni giorni. Bonechi (Misericordie): «Organizzeremo corsi di agricoltura. Chi vuole può visitarci»

2 MINUTI DI LETTURA





LAMPORECCHIO. Risale a circa tre mesi fa l'arrivo a Lamporecchio (non senza polemiche) di sei rifugiati in un appartamento privato di via Aldo Moro. E, nei giorni scorsi, altri tredici richiedenti asilo sono stati accolti nel territorio del Comune e ospitati a Villa Bonadea di San Baronto.

La struttura ricettiva di via del Madonnino - composta da un ristorante e 10 appartamenti per un totale di 34 posti letto - è così diventata un Cas, ovvero un centro di accoglienza straordinaria, istituto nato circa due anni fa allo scopo di sopperire alla mancanza di posti nella fase della prima accoglienza.

I tredici migranti, originari del Mali e dell'Eritrea, saranno dunque gestiti dalla Federazione regionale delle Misericordie della Toscana, prima di essere inseriti all'interno del progetto Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali con l'obiettivo di offrire un'accoglienza integrata volta all'inserimento nel tessuto sociale. Nessuna comunicazione ufficiale, in questo caso, ha però preceduto l'arrivo dei richiedenti asilo. Ed anche l'amministrazione comunale di Lamporecchio, pur essendo stata avvertita da un funzionario della prefettura di Pistoia del loro probabile arrivo sul territorio, si dichiara «esclusa dal percorso che ha portato all'arrivo dei tredici richiedenti asilo».

«L'operazione - dice il sindaco, Alessio Torrigiani - ha infatti riguardato direttamente la prefettura, l'ente gestore (Misericordie della Toscana) e il referente della struttura ricettiva. Avevamo comunque espresso delle riserve riguardo alla collocazione di migranti a San Baronto, sia per il valore turistico del Montalbano che per l'inadeguatezza del luogo isolato, poco adatto a favorire l'integrazione». Per avere notizie sui tredici richiedenti asilo che da giorni, ormai, attirano l'attenzione della comunità di San Baronto, abbiamo contattato Federico Bonechi, responsabile dell'Ufficio emergenze di Misericordie della Toscana. Che gestisce, in provincia di Pistoia, oltre a quella di San Baronto, ben cinque strutture: una ad Abetone, una a Pistoia e tre a Sambuca Pistoiese. «Questi primi giorni - spiega - sono necessari ai giovani per ambientarsi. Innanzitutto parteciperanno a corsi di italiano, che li terranno impegnati per due giorni a settimana. Due di loro, inoltre, arrivano dalla struttura di Abetone. Nel loro Paese di origine hanno studiato per giardiniere. A Villa Bonadea ci sono molti terreni e vorremmo creare delle opportunità per far svolgere ai ragazzi delle attività legate alle coltivazioni. È nostra intenzione, inoltre, coinvolgere le persone del territorio per compiere al meglio il loro processo di integrazione».

«È stato tutto molto veloce - conclude Bonechi - tuttavia invitiamo chiunque voglia, su appuntamento, a visitare la struttura».

Martina Trivigno

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web